La testimonianza della flautista Emanuela Milani. E Andrea Dell’Era dice: “Mi mancheranno i suoi consigli, i suoi suggerimenti, le sue lamentele”. Aldo Locatelli, organista dell’arcipretale di “San Lorenzo”: “Fu mio allievo nel 1986 e in quegli anni mi confidò la sua voglia di riuscire nella musica”
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| Massimo Gilardoni |
(C.Bott.) L’ideale inchino della musica a Massimo Gilardoni, morto a Mandello Lario all’età di 54 anni, per ben sette lustri organista della parrocchia “Sacro Cuore”.
Emanuela Milani, flautista mandellese e direttrice di cori, che negli anni ha collaborato con lui proprio nell’ambito della parrocchia “Sacro Cuore” (lei cantava nel Coro Giuseppe Zelioli diretto dal maestro Giuseppe Scanagatta e Massimo suonava l’organo svolgendo il suo servizio liturgico in modo impeccabile) così lo ricorda: “Massimo caro, anche se le occasioni per vederci sono state prettamente musicali, ho sempre apprezzato in te la competenza nel suonare, nello scegliere i programmi delle messe, il rigore con cui organizzavi le prove e soprattutto la serietà con cui prendevi un impegno. Per te una messa, un matrimonio, un concerto, erano momenti ugualmente importanti dove, grazie al tuo spirito di servizio, trattavi la musica in modo così passionale e professionale da conferire loro una sacralità ancora più profonda”.
“Tutto ciò - afferma - derivava sia da una tua conoscenza dettata da anni di studio e esperienza ma anche dalla riconoscenza e stima verso chi ti ha avviato alla musica con disciplina e rigore a partire dal tuo primo maestro Aldo Locatelli, verso il quale hai sempre manifestato affetto e gratitudine. Negli ultimi mesi ci siamo confrontati con discorsi che trattavano “solo” di musica, quella musica che entrambi abbiamo abbracciato come “scelta di vita”, con tutte le conseguenze del caso: di una vita ricca, intensa, fatta di scale e arpeggi, a volte leggeri altre volte più faticosi, e abbiamo convenuto che la musica mette le persone in connessione. In qualche caso crea un silenzioso ascolto reciproco, oppure una comunicazione essenziale, vera e affettuosa”.
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| Emanuela Milani |
Emanuela Milani aggiunge: “Voglio ricordarti così, con la dolcezza degli ultimi tempi, con la tua proverbiale schiettezza, unica ma coerente, con la tua passione sviscerata per la musica ma soprattutto con la tua presenza costante dal 1991 ad oggi. Sì, perché una settimana fa eri a suonare a un funerale al tuo organo che tanto hai amato”.
E un ultimo pensiero: “Per te fare musica, viverla nella tua bella “casa della musica”, svolgere il servizio liturgico erano azioni quotidiane vissute con un impegno e una dedizione uniche di cui noi dobbiamo fare tesoro. Non ti dimenticheremo mai! Impossibile farlo perché gli armonici della tua voce echeggeranno per sempre nella cupola del “Sacro Cuore”. E nei nostri cuori”.
A ricordare Massimo Gilardoni è anche Andrea Dell’Era di Dorio, direttore del Corpo musicale “Giuseppe Verdi” di Corte di Calolziocorte e organista, con esperienze di direzione corale e di orchestra e incarichi liturgici in diverse parrocchie del territorio. “Io e Massimo - premette - ci siamo conosciuti 14 anni fa. Entrai nella chiesa prepositurale del Sacro Cuore a Mandello e rimasi colpito e emozionato nell’ascoltarlo, tanto che gli espressi immediatamente la mia stima davanti a tanta bravura. Lui fu così gentile da farmi provare il suo amato strumento. Ecco, è nata così la nostra amicizia, amicizia che si è manifestata in tutti i campi della vita. Nel tempo ci siamo legati molto e lui è diventato per me un punto di riferimento quotidiano”.
“Mi ha consigliato e sostenuto in più occasioni - aggiunge Dell’Era, che è primo clarinetto nella Insubria Wind Orchestra “Angelo Sormani” e suona la tastiera in vari gruppi di musica moderna - e quando ho dovuto prendere importanti decisioni mi ha invitato a ragionare prima di agire. Mi ha aiutato molto in tutto, mi ha fatto appassionare al mondo della musica e anche se avevamo idee diverse su alcune cose i nostri rapporti non si sono mai incrinati. C’era stima reciproca, ascolto e condivisone di ogni argomento. Ha condiviso con me l’esperienza da lui vissuta nella direzione corale, insegnandomi come gestire un gruppo amatoriale. Mi mancherà tutto questo, mi mancheranno i suoi consigli, i suoi suggerimenti, le sue lamentele, le sue tipiche frasi e il tempo passato insieme. Massimo era per me un esempio e spero di avere la sua stessa forza. So che da lassù mi proteggerà”.
Poi un’altra testimonianza. “E’ un giorno triste - ha postato sulla sua pagina Facebook Aldo Locatelli, organista dell’arcipretale di “San Lorenzo” - Massimo non c’è più, un male difficile l’ha vinto nonostante la forza con cui aveva reagito. Fu mio allievo nel 1986 e in quegli anni mi confidò la sua voglia di riuscire nella musica. Si fecero tanti discorsi e i ricordi ora si affollano nella mia mente...”.



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