04 agosto 2026

Scrive: “Che peripezia prima che mia moglie potesse essere assistita, presenteremo reclamo!”

Da Abbadia Lariana riceviamo e pubblichiamo:

Nella serata del 1° agosto mia moglie ha avuto un’improvvisa eruzione cutanea pruriginosa, con macchie e puntini rossi in diverse parti del corpo. La chiamata al 116.117 è partita dalla nostra abitazione di Abbadia Lariana, dove risiediamo. La situazione non sembrava da Pronto soccorso, ma mia moglie sta allattando e non volevamo assumere autonomamente farmaci. Immaginavamo potesse essere necessario assumere cortisone, ma anche il foglietto illustrativo invitava a consultare un medico in caso di allattamento.

Questa è dunque la cronologia precisa: ore 20.58 - Prima chiamata al 116.117. L’operatore raccoglie i dati e comunica che un medico ci avrebbe richiamati; ore 21.38 - Non avendo ricevuto alcun contatto, richiamiamo per sollecitare; ore 21.50 - Finalmente telefona il medico, che dopo un colloquio molto breve dice a mia moglie di recarsi alla guardia medica di Mandello Lario. Chiediamo espressamente se la sede è aperta e il medico ci risponde: “Sì sì, vai”. Chiediamo anche se sia necessario telefonare prima o rivolgersi a qualcuno e la risposta è: “Hai chiamato me, te l’ho detto io di andare”; ore 22.03 - Mia moglie arriva a Mandello e trova la sede della casa di comunità chiusa; ore 22.06 - Terza chiamata al 116.117 per segnalare l’accaduto e capire cosa fare; ore 22.15 - Dopo ulteriore attesa, viene finalmente indirizzata alla guardia medica di Lecco. La sede di Mandello, peraltro, non risultava nell’elenco ufficiale delle sedi di continuità assistenziale operative nel Lecchese dopo la riorganizzazione del servizio.

Nonostante avessimo chiesto una conferma precisa, mia moglie è stata quindi mandata a tarda sera presso una sede chiusa, perdendo ulteriore tempo prima di ricevere assistenza. A Lecco le è stata prescritta una sola compressa di Deltacortene da 5 mg e le è stato detto di sospendere l’allattamento per 24 ore.

Mia moglie ora sta meglio, ma intendiamo presentare un reclamo formale. Non contestiamo il fatto che possano esserci tempi di attesa, bensì l’informazione errata fornita dal medico e confermata esplicitamente, che ha causato un viaggio inutile e un ulteriore ritardo nell’assistenza.

S.V. - Abbadia Lariana

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