Il ginnasta di Abbadia Lariana vittima di un grave incidente nel 2025 a Essen dice: “Il percorso riabilitativo che sto affrontando al “Niguarda” prosegue bene. Giorno dopo giorno vedo piccoli ma significativi miglioramenti”
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| Lorenzo Bonicelli ieri a Verona. |
(C.Bott.) La notizia era stata ufficializzata nei giorni scorsi e ieri pomeriggio Lorenzo Bonicelli ha avuto l’onore di portare la fiaccola per le strade di Verona, dove in serata all’Arena si è svolta la cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi.
Il ginnasta di Abbadia Lariana - vittima la scorsa estate di un grave incidente a Essen, in Germania, in occasione delle Universiadi mentre stava eseguendo un esercizio agli anelli - ha percorso in carrozzina (e appunto con la fiaccola) un tratto di una via della città scaligera accompagnato dalla fidanzata Lisa Rigamonti.
“E’ stata una giornata super incredibile - racconta Lorenzo, che a inizio 2020 il Centro Sport Abbadia aveva eletto “atleta dell’anno” - piena di bellissime emozioni. Ho letteralmente avuto i brividi perché portare la fiamma e essere un tedoforo a questa edizione dei Giochi paralimpici invernali di Milano Cortina è qualcosa di unico e sono onorato di avere avuto questa opportunità”.
“Ho vissuto questa meravigliosa esperienza come un mio ulteriore riavvicinamento al mondo dello sport - aggiunge il portacolori della “Ghislanzoni Gal” di Lecco - Il percorso riabilitativo che sto affrontando al “Niguarda” di Milano prosegue bene. Giorno dopo giorno vedo piccoli ma significativi miglioramenti. Sì, sono e siamo contenti, perché anche i miei familiari e chi mi è vicino possono vedere i miei progressi”.
Bonicelli ieri ha raggiunto Verona su un pullmino del Soccorso degli alpini di Mandello Lario attrezzato per il trasporto di disabili, anziani e soggetti fragili. “Ringrazio di cuore i suoi volontari - afferma - sempre disponibili ad accompagnarmi e a mettere il loro tempo e il loro impegno al servizio dei miei spostamenti e delle mie uscite”.
Proprio questa settimana Lorenzo aveva partecipato all’inaugurazione della nuova piscina dell’Unità spinale del “Niguarda”, struttura di riferimento per le persone con lesioni midollari. In quell’occasione aveva detto: “Io sono nato atleta, mi sento tuttora un atleta e nel mio futuro continuo a vedermi come atleta. Quando si cresce con la voglia di superare i propri limiti, come ho fatto io per ventitré anni, non si può più cambiare. Sono abituato a superare ogni tipo di ostacolo e spero presto di poter far sapere a tutti quali nuove sfide proverò a lanciare a me stesso”.
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| Il pullmino del Soccorso degli alpini che ha trasportato Lorenzo a Verona. |
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