06 settembre 2025

Varenna in lutto. Addio Giampietro Maggi, il suo impegno civico e sociale rimarrà indimenticabile

Per anni pubblico amministratore, il suo nome si lega anche al mondo dell’associazionismo. Fu per oltre 30 anni responsabile del reparto produzione al “Tubettificio Ligure” di Lecco e Abbadia Lariana

Giampietro Maggi (1941-2025).

(C.Bott.) Un grave lutto scuote Varenna. All’età di 83 anni, è morto Giampietro Maggi. Originario di Menaggio, dove era nato il 30 dicembre 1941, nella “perla” del Centrolago aveva legato il suo nome e il suo impegno al mondo dell’associazionismo, mettendosi al servizio della collettività anche nel ruolo di pubblico amministratore, ricoperto per due mandati dapprima come consigliere comunale poi nelle vesti di assessore alla Cultura.

Diplomato perito industriale al “Badoni” di Lecco, lavorò per oltre tre decenni al “Tubettificio Ligure” di Lecco e Abbadia Lariana, dove svolse con spiccata professionalità il ruolo di responsabile del reparto produzione, per poi ricoprire l’incarico di consulente estero in altre aziende del settore.

Subentrò a Giorgio Monico, per più di quattro lustri sindaco di Varenna, scomparso nel 2012, nel ruolo di presidente dell’Associazione Villa Cipressi. Quel “gioiello” varennese, Villa Cipressi appunto, fu sempre particolarmente caro a Maggi, che proprio come Monico si batté perché quella prestigiosa residenza e il suo incantevole parco divenissero di proprietà pubblica dopo che i proprietari avevano deciso di metterli in vendita.

Risale al 1980, a questo riguardo, la notizia che i cittadini di Varenna avevano deciso di autotassarsi per acquistare Villa Cipressi. L’architetto Monico si fece così paladino di un’iniziativa coraggiosa. La proposta, che prendeva slancio da un programma di razionalizzazione e ristrutturazione di tutto l’ambiente a scopi sociali ed economici, fu quella dell’autotassazione per acquistare lo stabile. Ai cittadini, agli enti pubblici e a coloro i quali si sentivano sensibili alla salvaguardia del patrimonio artistico locale si chiedeva l’acquisto di un’azione che potesse permettere il raggiungimento della quota necessaria per accaparrarsi la villa.

Una lezione e un esempio non soltanto per altri comuni della Lombardia ma per l’intera nazione. E un progetto ambizioso che Giampietro Maggi condivise da subito, così come determinante fu il suo impegno nella gestione da parte della stessa Associazione Villa Cipressi dell’Eremo Gaudio. Proprio quella struttura ricettiva ospitò nell’ottobre 2014 la cerimonia di intitolazione  del piazzale esterno a Giorgio Monico e in quella circostanza Maggi non esitò a definire quell’indimenticato sindaco “un uomo che ha fatto grande Varenna”.

Fu sempre Maggi, quel giorno, a ricordare che nei 14 anni di gestione dell’Eremo l’Associazione Villa Cipressi aveva investito un milione e mezzo di euro per le varie opere svolte e dato lavoro alle dodici persone che operavano all’interno della struttura e che vi prestavano servizio. Poi la proposta di collocare una targa in Villa Cipressi che ricordasse l’operazione di salvataggio voluta come detto da Monico per assicurare alla comunità locale quella prestigiosa dimora e una sollecitazione all’amministrazione comunale affinché intitolasse proprio all’ex sindaco la passerella che collega il nucleo storico di Varenna a Olivedo e all’imbarcadero, la qual cosa avvenne nel 2020.

Ottobre 2014, Giampietro Maggi sul piazzale dell'Eremo Gaudio. Al suo fianco, la moglie dell'ex sindaco Giorgio Monico.

Di lui, Monico nei suoi anni alla presidenza dell’Associazione Villa Cipressi scrisse: “Nonostante tutte le sue incombenze, trova il tempo (tanto) e l’abilità di reggere, come ha sempre fatto sin dall’inizio, la segreteria, sostanzialmente la effettiva direzione, dell’associazione e ora anche la gestione… Non soltanto come amico ma “ufficialmente” come presidente lo posso sostenere. Con riconoscenza”.

Giampietro Maggi fu fondatore con don Piero Verrini (e presidente) del Centro giovanile Varenna, per anni consigliere della Pro loco e presidente del Civico museo ornitologico e di scienze naturali “Luigi Scanagatta”. Fu anche socio fondatore e presidente dell'Associazione culturale "Luigi Scanagatta".

Oltre alla moglie Giusi, lascia tre figlie - Luisa, Silvia e Viviana - e un vuoto non facile da colmare.
 

 

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