23 agosto 2026

“Voltalibro”. Nella nuova pubblicazione di Adriana Lafranconi altre storie di bimbi, genitori e nonni

I diritti d’autore saranno devoluti in beneficenza a favore della “Fondazione Doctor Ambrosoli” per sostenere il Memorial hospital Kalongo in Uganda

Nel maggio di quest’anno, nell’ambito del Festival della letteratura di Mandello Lario, era stato presentato presso la ex scuola dell’infanzia di Olcio il primo volumetto della collana “Voltalibro”, con le storie “Denis pasticciere” e “Lyla e Pietro giardinieri”.

A illustrare quella novità editoriale rivolta ai bambini dai 4 ai 7 anni erano presenti l’autrice, Adriana Lafranconi, e le illustratrici Gilda Pezone e Arianna Mancini. Donna è anche chi sta a capo della casa editrice “ArgentoDorato”, Eleonora Belletti, che ha creduto in quel progetto, e donna è chi ne ha curato la grafica, ossia Silvia Ungaro. Una produzione, quindi, totalmente al femminile.

In questi giorni ecco il lancio del secondo libretto della serie, con i racconti dal titolo “Thomas calciatore” e “Letizia va in bicicletta”. Anche in questo caso accanto ai bambini protagonisti, disposti a giocare con loro e a sostenerli nella loro voglia di diventare grandi e di imparare vi sono figure di riferimento sul piano affettivo: i genitori e i nonni. Presenze pensate per dare sicurezza ai piccoli nel momento in cui essi provano a sperimentare il nuovo, con le difficoltà che ciò comporta.

Lo psichiatra Paolo Crepet li definirebbe “istruttori di volo”, perché non si sostituiscono ai bambini e alle bambine che vogliono crescere, ma permettono loro di aprire le ali e di volare. È così che la fatica e la frustrazione che accompagnano i tentativi necessari per conquistare la meta scelta possono essere gestiti senza il rischio di perdita della fiducia in sé.

Nella prima pagina di ogni storia il protagonista instaura, con la parola d’apertura “Ciao”, una relazione significativa con chi avrà modo di ascoltarne, attraverso la voce di un adulto, l’avventura che si appresta a vivere, e subito dopo si presenta con il proprio nome e con il nomignolo con cui viene chiamato in famiglia. Così sarà per tutte le storie, per potenziare in chi le fruisce la sicurezza che deriva dall’incontro con qualcosa di noto.

“Questi libri - spiega chi li ha creati - sono pensati anche per chi tenterà di comprendere in autonomia la storia narrata, addirittura anche prima di aver imparato a leggere. Le illustrazioni presenti in ogni pagina suggeriscono infatti, attraverso i gesti, le azioni rappresentate, la mimica e i vari elementi raffigurati, il significato trasmesso dalle parole scritte. Ciò permette all’apprendista lettore di ipotizzare che cosa c’è scritto in alto e di sentirsi grande perché sa leggere quasi come i grandi”.

Il testo, poi, è stato creato anche per offrire ai piccoli l’opportunità di esplorare la forma delle parole scritte. Il bambino che, per fare un esempio, nelle pagine della storia “Thomas calciatore” si imbatte più volte nella parola “nonno”, accanto alla relativa rappresentazione finirà per distinguerla fra le altre, per riconoscerla e probabilmente per metterla a confronto con il nome “nonna”, che pure compare più volte, accanto alla sua immagine. Si tratta di piccole scoperte, che l’adulto deve lasciare all’autonomia del bambino, per non togliergli il gusto dell’esplorazione del mondo della parola scritta.

Va detto che a questi libretti se ne aggiungeranno altri quattro, con altre otto storie. E vale la pena di ricordare che i diritti d’autore saranno integralmente devoluti in beneficenza a favore della “Fondazione Doctor Ambrosoli” per sostenere il Memorial hospital Kalongo, in Uganda, con la relativa scuola di ostetricia.



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