Colorata, pop e irriverente: dopo il successo della campagna dedicata al vetro, “Silea” torna a parlare ai cittadini con una comunicazione fuori dagli schemi. Nel mirino, questa volta, gli errori più comuni nella raccolta dell’indifferenziato. Una maglietta bucata? Non va buttata nell’indifferenziato. Un paio di scarpe consumate? Nemmeno. E quel cartone della pizza, unto e macchiato? Va nel contenitore della carta.
È proprio da queste situazioni concrete che nasce “Che pizza… questi errori!”, la nuova campagna di comunicazione promossa per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di una corretta separazione dei rifiuti. Una campagna che punta su ironia, colori vivaci e messaggi immediati per attirare l’attenzione, sfatare i luoghi comuni e correggere alcuni comportamenti non corretti.
“Questa nuova campagna si inserisce nel solco di quella già lanciata la scorsa primavera, che avevamo dedicato specificamente alla raccolta differenziata del vetro e che ha prodotto risultati concreti - dichiara Francesca Rota, presidente di “Silea” - Le analisi merceologiche effettuate sui materiali raccolti hanno infatti evidenziato un netto miglioramento nella qualità del vetro conferito, a conferma dell’attenzione e della sensibilità dei cittadini del nostro territorio. Oggi vogliamo proseguire su questa strada, inaugurando il secondo capitolo della campagna, questa volta dedicato all’indifferenziato. L’obiettivo è intercettare gli errori che ancora vengono commessi e fornire indicazioni chiare e semplici per evitarli.
Alla base della campagna c’è un equivoco piuttosto comune: quando devono gettare un oggetto, molte persone si concentrano sulle condizioni dello stesso anziché sul materiale di cui è composto o sulla filiera di raccolta a cui è destinato. Così, se una maglietta è strappata, un paio di scarpe è ormai logoro o il cartone della pizza è unto e sporco la tentazione è di considerare questi rifiuti automaticamente come indifferenziati. Ma non è così.
Un materiale non perde necessariamente la possibilità di essere riciclato soltanto perché è sporco o rovinato. Ed è proprio su questi piccoli errori quotidiani che Silea vuole intervenire, ricordando che la qualità del riciclo comincia da una corretta separazione dei rifiuti.
“Disponiamo di impianti, tecnologie e competenze in grado di valorizzare i materiali e favorirne il recupero e il riciclo - conclude la presidente - Ma anche la tecnologia più avanzata ha bisogno di un alleato indispensabile, i cittadini. È nelle nostre case che inizia il percorso del riciclo. Per questo vogliamo continuare a investire non soltanto negli impianti ma anche nella comunicazione e nella sensibilizzazione. Perché la qualità del servizio e i risultati ambientali si costruiscono insieme, attraverso la collaborazione di tutti”.
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