Il territorio mandellese e più in generale quello lariano protagonisti nei film. E poi la Moto Guzzi… in pellicola e altri argomenti di stretta attualità. E’ la proposta formulata dal Circolo Arci “Promessi sposi” di Mandello Lario, che con Nicola Giglio organizza una rassegna cinematografica che scatterà questa sera, giovedì 15 ottobre, per concludersi a inizio aprile del prossimo anno.
Tutte le proiezioni (in totale saranno dodici) si terranno presso la sede del Circolo, in via Montello 7 a Molina, ogni volta con inizio alle ore 21.
“Io sono l’abisso” è il film che sarà proiettato questa sera. La trama: un netturbino con problemi mentali dovuti alle violenze fisiche e psicologiche subite da bambino da sua madre e dai compagni di lei, è spinto a uccidere da un personaggio immaginario che abita in casa con lui. Le sue vicende si intrecciano con quelle di una tredicenne di famiglia benestante, che salva dall’annegamento dopo un tentativo di suicidio, e di una donna, conosciuta come “la cacciatrice”, che indaga autonomamente su episodi di violenza contro le donne.
Se si dovesse assegnare un ipotetico premio al miglior attore protagonista di questo film del 2022 diretto da Donato Carrisi lo vincerebbe il Lago di Como. Nella pellicola, infatti, il paesaggio non fa soltanto da sfondo alle riprese. E non è nemmeno una sorta di promozione turistica dei luoghi mostrati.
Carrisi tratta il lago come un personaggio con l’anima. Anzi, due. Quella calma e pacata della sua superficie e quella più torbida, oscura e impenetrabile che si cela al di sotto. Il risultato è un’inquietudine strisciante che si insinua nello spettatore. Come l’umidità del lago che ti penetra nelle ossa o che lascia quella patina particolare sugli oggetti. Un po’ come succede ai “cani” di Velasco Vitali, scultore bellanese figlio del compianto pittore Giancarlo Vitali.
L’ambientazione di “Io sono l’abisso” è una “reimmaginazione” del Lago di Como che mette insieme località diverse. Un set diffuso che unisce i giardini pubblici di Mandello Lario al porto di Pescallo, una villa a Lierna a una a Como e una a Dongo, il lungolago di Lecco all’orrido di Nesso. Elementi che messi tutti insieme restituiscono un Lario cupo e sospeso perfetto per raccontare col tono giusto l’ambiguità di un thriller. Borghi eleganti, ville e passeggiate convivono con gole, rive isolate e spazi che di notte cambiano atmosfera.

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