Nella sede del Gruppo alpini l’incontro con Stefano Bolotta. Il capogruppo Claudio Bianchi: “La vicenda del genio lecchese ci ricorda che non sempre occorrono grandi mezzi o titoli accademici per realizzare grandi imprese. A volte sono la curiosità, la tenacia, il coraggio e la capacità di non arrendersi a fare la differenza”
La sede del Gruppo alpini di Mandello Lario ha ospitato venerdì sera un incontro dedicato a Pietro Vassena, straordinaria figura di inventore e uomo di ingegno, protagonista di una tra le più affascinanti imprese della storia dell’esplorazione subacquea.
A guidare il pubblico alla scoperta di questo personaggio è stato il giornalista Stefano Bolotta, che a Vassena ha dedicato approfondite ricerche, culminate anche nella realizzazione di un fumetto dal titolo “Il genio tornato dagli abissi”, lavoro che ha il merito di andare oltre la semplice ricostruzione delle imprese dell’inventore, restituendo anche il lato umano di un personaggio eclettico, curioso, tenace e dotato di una straordinaria capacità di immaginare e realizzare ciò che, agli occhi dei più, poteva sembrare impossibile.
La serata è stata dunque un’occasione per conoscere meglio non soltanto le imprese dell’inventore lecchese ma anche l’uomo Vassena, con le sue intuizioni, le sue ambizioni e quella determinazione che spesso contraddistingue le persone capaci di lasciare un segno nella storia.
Nato a Malgrate il 21 aprile 1897, Pietro Vassena fu un autentico genio autodidatta. La sua istruzione scolastica si fermò alla terza elementare, ma la curiosità, l’intelligenza e una straordinaria attitudine alla meccanica lo portarono a diventare uno degli inventori più originali del Novecento.
La sua inventiva si espresse nei campi più diversi: dalle motociclette ai motori fuoribordo, dai sistemi di alimentazione alternativa per i veicoli fino a ingegnose attrezzature per muoversi sull’acqua. Nel corso della sua vita depositò una quarantina di brevetti e nel 1940 il Politecnico di Milano gli conferì la laurea honoris causa in ingegneria.
L’impresa che lo consegnò alla storia fu quella del 12 marzo 1948, quando nelle acque del lago di Como, al largo di Argegno, raggiunse con il suo sommergibile C3 la profondità di 412 metri, stabilendo il record mondiale di immersione con equipaggio. Ad accompagnarlo in quella straordinaria discesa fu il fidato collaboratore Nino Turati. Il piccolo sommergibile, progettato e costruito con mezzi relativamente modesti, riuscì a raggiungere il fondo del lago, resistendo a una pressione enorme.
L’impresa ebbe risonanza internazionale e suscitò l’interesse dello scienziato svizzero Auguste Piccard, pioniere dell’esplorazione degli abissi, che volle incontrare personalmente Vassena per conoscere le soluzioni tecniche adottate.
La storia del C3 ebbe purtroppo un epilogo amaro: nel novembre dello stesso anno, durante ulteriori esperimenti al largo di Capri, il sommergibile andò definitivamente perduto in mare. Un duro colpo che non cancellò tuttavia il valore di quanto Vassena aveva saputo realizzare.
L’inventore lecchese si spense il 21 maggio 1967, lasciando un’eredità fatta di intuizioni, invenzioni e soprattutto di una straordinaria fiducia nelle possibilità dell’ingegno umano. È proprio questo aspetto che rende particolarmente interessante il lavoro di Bolotta. Attraverso il linguaggio immediato ed espressivo del fumetto - realizzato con i disegni di Nicola Madinelli e Gabriele Paoli - la figura di Vassena torna a vivere, avvicinando anche le nuove generazioni a una pagina poco conosciuta, ma significativa, della storia del nostro territorio.
“Per noi alpini di Mandello - afferma il capogruppo dell’Ana mandellese, Claudio Bianchi - è stato un piacere mettere a disposizione la nostra sede per questa iniziativa culturale, contribuendo in tal modo a valorizzare la memoria di un personaggio che appartiene alla storia del nostro lago e della nostra gente. In fondo, la vicenda di Pietro Vassena ci ricorda qualcosa di molto semplice: non sempre occorrono grandi mezzi o titoli accademici per realizzare grandi imprese. A volte sono la curiosità, la tenacia, il coraggio e la capacità di non arrendersi davanti alle difficoltà a fare la differenza. Un insegnamento che conserva ancora oggi tutto il suo valore”.
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