27 agosto 2026

L’inondazione in Nepal. Salvi Sertung e la Ruby Valley, nessun rischio per il rifugio “Mandell bass”

Il rifugio "Mandell bass" in fase di avanzata realizzazione in Nepal.

(C.Bott.) Le regioni himalayane al confine tra il Nepal e il Tibet cinese colpite da una violenta inondazione che ha distrutto strade, ponti e impianti energetici e causato centinaia di vittime, oltre a numerosi feriti (molti sarebbero anche i dispersi) e a ingenti perdite materiali. Case spazzate vie dalla piena improvvisa del fiume Bhote Koshi e spaventose immagini mostrate ieri sera anche in Italia dai canali televisivi.

Morte e devastazione, villaggi distrutti, fiumi di fango. E il pensiero è andato subito a Sertung e alla Ruby Valley nepalese, dove a fine anno verrà inaugurato il rifugio “Mandell bass” in fase di avanzata costruzione. Un sogno che sta per diventare realtà ma che c’è chi ha temuto potesse trasformarsi in un incubo. Le notizie giunte già ieri dal Nepal sono però confortanti. Sertung e la regione in cui sta sorgendo il rifugio non sono stati fortunatamente toccati dall’inondazione.

A confermarlo è Oscar Ongania, il mandellese che con un gruppo di amici e con il convinto sostegno della comunità ha voluto e sta portando a compimento quel progetto. “E’ accaduto qualcosa di mai visto, di fuori dal mondo - dice - Sertung, però, è in un bacino oltre le montagne e non è stato colpito dall’inondazione”.

Fin dal mattino Oscar si era messo in contatto con un amico che proprio a Sertung si sta occupando del rifugio. “Altri amici erano in pullman e avevano deciso di fare una sosta nel loro tragitto - racconta Ongania - L’autista del mezzo, invece, ha voluto proseguire ed è stata la loro fortuna perché pochi minuti dopo avere attraversato il grande ponte che le immagini della Tv hanno mostrato nel momento in cui veniva travolto e spazzato via dalla furia dell’acqua è successo appunto l’irreparabile”.

Sertung, peraltro, è alimentato per quanto riguarda l’energia elettrica  da Trisuli Bazar e ora si trova senza più corrente, dunque completamente al buio. “Ma il rifugio non è a rischio - continua il mandellese - e anzi i lavori stanno procedendo a ritmo spedito. Sono già pronti i tavoli e le sedie, realizzati interamente a mano in vista anche della festa d’inaugurazione del prossimo dicembre”.

Restano l’amarezza e la tristezza per quanto accaduto, per quella inondazione che ha messo il Nepal in ginocchio. “Preghiamo per una luce di speranza, una luce di rinascita - dice ancora Oscar Ongania - nella convinzione che questo popolo dignitoso si rialzerà, come ha già fatto altre volte”.


 

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