Il parroco di Lierna ha “celebrato” domenica scorsa nella “sua” Valsassina il traguardo dei 50 anni di sacerdozio
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| Don Marco Malugani, originario di Margno, attuale parroco di Lierna. |
(C.Bott.) E’ stato ordinato il 26 giugno 1976 e dal 2008 è parroco di Lierna. Originario di Margno, dove è nato il 18 febbraio 1951, domenica scorsa don Marco Malugani è stato festeggiato nella “sua” Valsassina per il traguardo del giubileo sacerdotale. Una giornata carica di significati e non priva di emozioni, per don Marco, rimasto sempre legato alla terra natia E una festa tanto più significativa perché celebrata a Margno nella ricorrenza patronale di San Bartolomeo.
Al mattino la messa solenne concelebrata con don Bruno Maggioni, alla guida dell’Unità pastorale dell’Alta Valle, mentre in serata - dopo la compieta - la processione con il Santissimo per le vie del paese, a cui ha partecipato anche don Gianmaria Manzotti, responsabile giovanile della Valsassina.
A condividere idealmente con don Marco la festa per i 50 anni di ministero è stato monsignor Mario Delpini, che fu compagno di seminario del parroco di Lierna. In un suo messaggio l’arcivescovo di Milano ha scritto: “Cinquant’anni di celebrazione del mistero della salvezza, della grazia della comunione con il Signore. Il mistero: il Signore che parla e che tace, il Signore che fa ardere il cuore di gioia e che inquieta, il Signore che incoraggia, rimprovera, perdona. Il Signore che porta la croce e porta la gioia. Cinquant’anni di fronte al mistero, al Dio della luce e delle tenebre, della consolazione e dello strazio. Cinquant’anni di fronte al mistero per portare la vita e le confidenze e le assenze di tanti nella preghiera di intercessione”.
Poi cinquant’anni di volti. “Quanti ne scorrono nella memoria e nella preghiera! - ha scritto sempre il prelato - Volti di confratelli nel ministero e volti di fratelli e sorelle dello spirito. Volti di sorrisi e di lacrime. Volti amici e volti severi. Volti di fratelli, volti di apparizioni improvvise. Volti luminosi, aperti alla confidenza e volti impenetrabili per troppo dolore, per oscure vicende. Volti di festosa cordialità e volti di ostinata indifferenza. Cinquant’anni di volti, di storie, di persone, di misteri”.
Quindi cinquant’anni di giorni. “Il tempo, per un prete, per un discepolo del Signore, non è un anonimo trascorrere di anni ma occasione quotidiana. Gli anni non sono anni, ma racconti di feste e di lutti. Gli anni non sono anni, ma dono di giorni per ricominciare sempre, per adorare il Signore, per prendersi cura della gioia degli altri”.
Infine la benedizione dell’arcivescovo: “Con questi pensieri accompagno e benedico questa celebrazione perché si celebri il mistero di Dio, perché si raccolgano i misteri dei volti, perché si viva il mistero del tempo come occasione e grazia. Auguri, don Marco!”.

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