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| Riccardo Panizza, 39 anni, liernese. |
Il ciclismo virtuale incontra la pista in una sfida di resistenza, tattica e strategia e Riccardo Panizza, 39 anni, di Lierna, colleziona un altro sigillo vestendo i panni del protagonista al velodromo di Montichiari, nel Bresciano, sede del campionato italiano Esport (electronic sports) “MyWhoosh”.
Per spiegare “MyWhoosh” in modo efficace si potrebbe parlare di una piattaforma gratuita di ciclismo virtuale indoor che permette di allenarsi e di esplorare mondi digitali pedalando da casa e ovviamente anche di disputare gare ufficiali.
Il velodromo di Montichiari ha dunque ospitato una nuova sfida dedicata al ciclismo elettronico (rulli) con un appuntamento capace di unire tecnologia e passione ciclistica, portando gli atleti a confrontarsi in presenza in una competizione dove preparazione fisica, lucidità e capacità tattica possono fare la differenza.
Al centro della manifestazione una gara Scratch per le categorie amatoriali, sulla distanza di circa 20 chilometri, una prova che richiedeva non soltanto una buona condizione atletica ma anche la capacità di gestire le energie e di interpretare al meglio le varie fasi della corsa. Come nello Scratch tradizionale su pista, l’obiettivo era tagliare il traguardo davanti agli avversari e il portacolori della “Como Bike” lo ha raggiunto, festeggiando così l’ennesima maglia tricolore anche se rimane in lui un pizzico di amarezza per aver mancato per un soffio il sogno di partecipare ai prossimi Mondiali.
Panizza, con il tempo di 27’51”06, ha vinto il titolo italiano nella categoria Under 45, precedendo il secondo classificato di 44 secondi. Il ciclista liernese vanta un palmarès di assoluto rispetto. E’ nel giro della nazionale paralimpica (ha partecipato alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro) e nel tandem (lui era la guida) si è aggiudicato 23 titoli italiani, un campionato europeo e alcune prove di Coppa del mondo. Nella mtb, invece, Riccardo ha collezionato un europeo e tre titoli italiani, oltre a vincere pure un tricolore su strada a testimonianza dell’eccletticità del ciclista liernese.
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