“La chiusura del servizio di guardia medica nella sede di Mandello Lario rappresenta un duro colpo per i cittadini di quel comune, di Abbadia Lariana e di Lierna, perché priva un territorio così vasto e densamente popolato di un presidio sanitario fondamentale, ma rischia anche di diventare l’inizio di uno smantellamento più complessivo. Proporremo un tavolo con l’Asst per discutere di questa decisione”.
Il Partito democratico interviene dopo l’annunciata chiusura del servizio di continuità assistenziale. “Come Pd riconosciamo il ruolo fondamentale che hanno le case della comunità come punto di riferimento della sanità territoriale e quindi l’individuazione di Bellano come sua sede - si legge in una nota a firma di Gian Mario Fragomeli, Milena Mucci e Cristina Bartesaghi, rispettivamente consigliere regionale, responsabile provinciale Sanità e segretaria del Circolo di Abbadia Lariana, Mandello Lario e Lierna - ma questa non può diventare la motivazione per la quale centri importantissimi come Mandello perdano continuamente i servizi”.
“Va quindi fatto un ragionamento più ampio per i territori con un numero superiore ai 10mila abitanti, non molti in provincia di Lecco e tra i quali rientra appunto Mandello - continuano gli esponenti dem - Numeri che poi esplodono ancora di più nel periodo estivo e delle vacanze, che per il lago vuol dire da aprile a novembre. Questo aspetto ci deve portare ad avere un’attenzione particolare verso quei territori che non possono andare verso lo smantellamento graduale di servizi”.
“Esprimiamo sostegno all’iniziativa dei sindaci del territorio che si sono attivati per chiedere spiegazioni e soluzioni - concludono Fragomeli, Mucci e Bartesaghi - Tuttavia la mobilitazione dei primi cittadini non può bastare se dalla Regione non arriveranno risposte concrete e impegni formali. Chiediamo con forza che il servizio di guardia medica venga ripristinato immediatamente, garantendo la copertura necessaria per tutti e tre i comuni coinvolti, e che si mantengano tutti gli altri presìdi sanitari della sponda lecchese del lago”.

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