04 marzo 2026

Vertenza “Carcano” al ministero dopo la vendita. La Uil: “Nessun piano, restano le preoccupazioni”

La sede della "Carcano Antonio" a Mandello Lario.

Si è svolto ieri a Roma, presso la sede del ministero delle Imprese e del made in Italy, il tavolo sulla vertenza in corso alla “Carcano Antonio Spa” in seguito alla vendita delle quote di maggioranza a “Luminovo Aluminium Ltd”, gruppo con sede a Hong Kong.

“Carcano Antonio”, tra i principali operatori europei nella produzione e trasformazione di laminati di alluminio destinati in particolare alle industrie alimentare, dolciaria e farmaceutica, occupa oggi oltre 500 addetti nei tre siti produttivi di Mandello Lario, Delebio e Andalo Valtellino con un indotto importante sui territori di Lecco e della Valtellina. Per questo c’era molta attesa rispetto all’incontro, convocato da Giampiero Castano per il ministero, che ha visto partecipare azienda, istituzioni e sindacati. Per la “Carcano” erano presenti il direttore esecutivo Angelino, con il responsabile delle relazioni sindacali, Minetti.

“In seguito al passaggio di proprietà, avremmo voluto avere rassicurazioni che, di fatto, non sono arrivate”, spiega Enrico Azzaro segretario della Uil Lombardia, al tavolo insieme a Guglielmo Gambardella della  segreteria generale Uilm.

L’operazione di vendita del 51,58% di “Carcano Antonio” a “Luminovo Aluminium Ltd” è stata sottoposta all’esercizio del golden power da parte del Governo, a conferma del carattere strategico del settore dell’alluminio per il sistema industriale nazionale.

Il protrarsi per mesi della procedura ha alimentato incertezza e preoccupazione tra i lavoratori. “L’ingresso di “Luminovo Aluminium Ltd” non è neutro - continua Azzaro - Un’azienda asiatica che acquisisce un player europeo nel converting dell’alluminio può avere tre obiettivi: presidio commerciale europeo, integrazione verticale, trasferimento progressivo di valore verso altri siti. Abbiamo la necessità come parti sociali di capire la volontà della società e come intende prendere di petto una situazione che vede un indebitamento importante. Su questo non abbiamo avuto risposta”.

“Dove si colloca il centro decisionale effettivo delle scelte industriali? In Italia o presso la holding di Hong Kong?  Questo sarebbe stato il primo punto da chiarire - osserva ancora Azzaro -  Quando non c’è un piano scritto il rischio  è sempre che il piano sia già deciso altrove. Il ministero ha compreso pienamente le preoccupazioni e la delicatezza del passaggio di proprietà e attraverso il direttore dell’unità di crisi Castano è arrivato un segnale importante. E’ stato infatti già convocato un nuovo incontro a Roma per il prossimo 31 marzo”.

“Rimangono tuttavia in essere tutta una serie di preoccupazioni a partire dalla gestione della cassa integrazione, particolarmente importante nel sito di Mandello Lario - conclude l’esponente sindacale - su quali siti e soprattutto per quanto tempo. Tutte domande rimaste in sospeso in assenza di un progetto industriale sempre più indispensabile. E’ importante capire anche da chi sarà pagato il debito di 50 milioni, all’origine della crisi dell’azienda. Anche su questo non abbiamo avuto risposte”.

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