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| Aloisio Bonfanti |
(C.Bott.) Ha raccontato per lunghi anni, con entusiasmo e passione, Lecco e le sue tradizioni. Ed era una lucida memoria storica degli eventi che nel corso dei decenni si erano succeduti in città e nel territorio, dal Lario alla Valsassina. Oggi Aloisio Bonfanti è morto all’età di 85 anni.
Testimone di un giornalismo oggi quasi relegato all’album dei ricordi, ha descritto come pochi altri la terra lariana, le vicende (anche tragiche) che si sono succedute e i suoi personaggi.
Ha scritto libri, accompagnando per mano il lettore alla scoperta degli avvenimenti descritti. Aveva il gusto dello scrivere e amava far conoscere curiosità e aneddoti. Sì, anche questo faceva parte del suo inconfondibile stile.
Di lui si ricordano la collaborazione a varie testate. Tra le altre il Giornale di Lecco, ancora nella vecchia sede in via Ghislanzoni, dove iniziò giovanissimo la sua attività giornalistica.
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| Aloisio Bonfanti in una foto che lo ritrae con Claudio Redaelli e Angelo Sala. |
Autore di numerosi servizi televisivi, nel 2015 era stato premiato a Milano per i suoi 50 anni di iscrizione all’Albo dei giornalisti della Lombardia. Fu addetto stampa del Comune di Lecco e autore di un numero incredibile di reportage per le emittenti radiofoniche locali (memorabili i suoi “Incontri del martedì”), per Tele Spazio, Tele Unica e Televallassina.
Aloisio Bonfanti è stato anche speaker di eventi storici e nel 1975 il Cai Lecco lo aveva nominato socio vitalizio per l’opera “Cai Lecco, un secolo di storia”. Nel ’99 con “Il cortile delle botti e dei sassi” raccolse testimonianze di vicende sulle ali di una piccola storia che si inserisce nel lungo e faticoso cammino verso la pace e la libertà. Del 2007 è il suo “Dal vecchio borgo alla grande Lecco” pubblicato per le “Edizioni Monte San Martino”.


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