A progettarlo fu lo storico staff tecnico di cui facevano parte Giulio Cesare Carcano, Enrico Cantoni e Umberto Todero. Pilota del veicolo era Lamberto Dalla Costa
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| La prima pagina della "Gazzetta dello Sport" del 29 gennaio 1956, il giorno dopo la storica doppietta azzurra. |
(C.Bott.) 28 gennaio 1956. Esattamente settant’anni fa. Ai Giochi invernali di Cortina l’Italia vince due medaglie nel bob a due. L’oro va all’equipaggio formato da Lamberto Dalla Costa e Giacomo Conti, l’argento a Eugenio Monti e Renzo Alverà. La Gazzetta dello Sport il giorno dopo titola, a tutta pagina, “Magnifico “doppio”: l’Italia prima e seconda nel bob a due”.
Settant’anni fa, dunque, esattamente come oggi. E nella stessa località che il mese prossimo ospiterà le Olimpiadi invernali e in particolare proprio le gare di bob e skeleton. Un meraviglioso oro, quello conquistato da Dalla Costa e Conti, quest’ultimo nel ruolo di frenatore. E un trionfo partito da Mandello Lario. Già, perché il bob sceso a tutta velocità con a bordo l’equipaggio azzurro fu progettato e realizzato proprio a Mandello tra l’autunno del ’55 e appunto il gennaio del ’56 dalla Moto Guzzi, per meglio dire dallo storico staff tecnico formato da Giulio Cesare Carcano, Enrico Cantoni e Umberto Todero, cui si devono le più prestigiose “creazioni” della Casa mandellese degli anni Cinquanta, l’epoca d’oro dei Gran premi.
A fine ottobre 2016, a pochi giorni dal suo novantesimo compleanno, al “De André” si era tenuta una serata in onore di Cantoni, scomparso nel dicembre 2021. Era stata ripercorsa la sua carriera in Guzzi e ci si era soffermati proprio su quella leggendaria affermazione e sui test effettuati nella galleria del vento, oltre che sulla conquista del “Vaso d’argento” alla “Sei giorni” di regolarità di Špindlerův Mlýn (allora Cecoslovacchia) nel 1963.
Da Mandello Lario a Cortina, dunque, per un alloro “targato” Moto Guzzi. Un trionfo che oggi compie 70 anni!

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