Da Calolziocorte riceviamo e pubblichiamo:
Sono Lucia Delogu e scrivo per rendere nota la grave situazione degli inquilini delle case popolari di Sala di Calolziocorte, al civico 70 D di via Santi Cosma e Damiano.
Nonostante la richiesta per l’installazione di un ascensore, l’ente gestore (A.L.E.R.) ha respinto l’istanza giustificandosi con una mancanza di fondi.
Questa decisione condanna all’isolamento i residenti con disabilità e anziani con ridotta mobilità. Di fatto, queste persone si trovano prigioniere nelle loro abitazioni. Come è successo a me. A ottobre dello scorso anno ho fratturato una vertebra lombare e, ad oggi, anche fare una visita medica o uscire per la riabilitazione diventa un’impresa immane.
Credo che il diritto alla mobilità e alla dignità umana non può essere subordinato a logiche di bilancio, specialmente in contesti di edilizia pubblica dove lo Stato dovrebbe garantire l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Spero pertanto che questa voce non resti inascoltata per me e per tutte quelle persone che hanno bisogno di assistenza per vivere, ripeto, un’esistenza dignitosa.
Lucia Delogu (Sala di Calolziocorte)

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