16 gennaio 2026

“Rifiuti, orgoglio e gratitudine. Mandello, un amore tradito (e come tornare a corteggiarlo)”

Da Mandello Lario riceviamo e pubblichiamo:

​C’è qualcosa di profondamente malinconico nel vedere una lattina di birra abbandonata a un metro da un cestino vuoto, o un sacchetto di rifiuti che galleggia nel Meria. È come vedere qualcuno che sfregia il volto della persona che dice di amare.

Spesso pensiamo che il turismo sia il problema, ma la maleducazione non ha passaporto: è un’erba cattiva che cresce anche nel giardino di casa nostra. Se vogliamo parlare di “Mandello paese più bello” dobbiamo prima chiederci se siamo all’altezza di tanta bellezza.

La virtù deve diventare un valore (anche pratico). Multe? Sanzioni? Forse. Ma se provassimo con l’orgoglio e la gratitudine? All’estero accade già: a New York la plastica diventa moneta, in Danimarca il senso civico apre le porte dei musei. E noi?

​Immaginiamo una Mandello dove il rispetto non sia soltanto “dovere” ma merito. E se un sacchetto di vetri raccolti valesse un caffè o uno Spritz nei nostri bar? E se la cura del vicolo sotto casa diventasse un credito d’onore verso la comunità? Non si tratta di “pagare” qualcuno per pulire, ma di premiare chi sceglie di non essere complice del degrado. Perché chi raccoglie una carta da terra non sta facendo il netturbino, sta curando una ferita.

Questo messaggio non deve morire in un gruppo Facebook. Deve diventare un patto tra commercianti, cittadini e Amministrazione. Il turismo di qualità non arriva soltanto dove c’è un bel panorama. Arriva dove si respira l’amore di una comunità per le proprie strade.

Smettiamo di essere spettatori del declino. Iniziamo a premiare chi si prende cura del nostro tesoro. Mandello è troppo bella per essere trattata come un posacenere. Torniamo a guardarla con gli occhi di chi sa ancora cosa significa la parola “rispetto”.

Fabrizio Marra (Mandello Lario)


 

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