(C.Bott.) Una giornata di preghiere, testimonianze e musiche per l’edizione 2026 della Festa della vita che verrà celebrata in luglio presso la Comunità Cenacolo sulla collina di Saluzzo. A proporla è il Centro di aiuto alla vita di Mandello Lario, che dà appuntamento a chi intende parteciparvi per sabato18 luglio.
Quel giorno la partenza in pullman da Mandello avverrà alle 5.30 dall’Oratorio Sacro Cuore, mentre il rientro è previsto per le 23.30. Annotazione importante: per le adesioni c’è tempo soltanto ancora questa settimana. 35 euro la quota a persona, con prenotazioni che si ricevono telefonando a Katia al 339-66.07.497.
Il programma della giornata proporrà in mattinata la catechesi di monsignor Aldo Cavalli, seguita dall’adorazione eucaristica e dal pranzo. Alle 15 coroncina della Divina misericordia e testimonianze e alle 17.30 celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Bernardino Giordano, vescovo di Grosseto e Pitigliano-Sovana-Orbetello. In serata, dopo cena, il musical “Effatà”.
Proprio “Effatà!” è il tema della Festa della vita 2026, che riprende la parola pronunciata da Gesù nel Vangelo di Marco per guarire il sordomuto. “Gesù ci porterà in disparte per dire a ognuno di noi “Effatà!”, cioè “Apriti!” - spiegano i responsabili della Comunità Cenacolo - Aprirsi all’ascolto della voce di Gesù, all’infinita misericordia di Dio per sentire il suo perdono che libera dalle chiusure che la vita nelle tenebre ha lasciato. Aprirsi alle sorprese dello Spirito Santo, perché possa rivelare il disegno d’amore di Dio sulla vita di ciascuno e dare il coraggio di dire il proprio “sì”. Aprirsi ai fratelli nella condivisione del proprio vissuto e nella gioia di uscire da se stessi, per vivere la pienezza del dono nella carità”.
Era
il 16 luglio 1983, giorno in cui la Chiesa fa memoria della Madonna del
Carmine, quando in una casa diroccata e abbandonata messa a disposizione dal
Comune a Saluzzo, cittadina in provincia di Cuneo, suor Elvira Petrozzi,
conosciuta in seguito come Madre Elvira, diede inizio alla Comunità
Cenacolo. Fu una risposta, la sua, all’urlo di disperazione di tanti giovani
smarriti, ingannati e delusi.
Nacque un luogo di accoglienza, di amore e di servizio alla vita che negli anni
è divenuto fonte di speranza e rinascita per tante persone perse nel mondo
delle tenebre, tristi, emarginate, disperate. Madre Elvira iniziò
pensando di aprire una casa, ma ben presto le strutture della Comunità Cenacolo,
chiamate fraternità, si moltiplicarono prima in Italia, quindi in Europa e in
altre terre.


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