11 giugno 2026

Mandello. E’ ispirata al prototipo “Guzzi-Parodi”, domenica l’inaugurazione della moto di Berardelli

Verrà anche inaugurato il murales realizzato da Gianni “Gechi” Trincavelli nel 2021 all’esterno dell’Antica officina rivisitato con l’aggiunta proprio di Roberto bambino accanto agli altri personaggi raffigurati

(C.Bott.) Là dove tutto parla delle origini della Moto Guzzi, là dove sono state scritte le prime pagine della storia gloriosa dell’Aquila ora c’è una novità. E’ collocata al centro dell’antica officina di via Cavour a Mandello Lario che fu di Giorgio Ripamonti, classe 1883, il Giorgio ferèe, artigiano esperto di meccanica e di motori.

Là dove era solito sostare Carlo Guzzi nei primi anni del Novecento e dove venne costruito - con il determinante aiuto finanziario di Giorgio Parodi, pilota dell’Aviazione negli anni della prima guerra mondiale - il prototipo del modello Guzzi-Parodi, oggi custodito al museo della Casa dell’Aquila, fa bella mostra una motocicletta ispirata proprio a quel prototipo. E’ stata battezzata “Svasso maggiore” e monta un motore Guzzi Superalce 500 cc. La sua realizzazione si deve a Roberto Berardelli, bergamasco di Endine Gaiano, grande appassionato di motori (e della Guzzi), che aveva deciso di mettere mano a quel progetto fin dal 2024, e domenica 14 giugno verrà inaugurata ufficialmente.

Una “creazione”, quella in bella mostra dentro l’officina, che darà modo a chi la osserverà (e, da appassionato, la studierà) di rivivere le sensazioni e le emozioni provate da Guzzi e Ripamonti.

“Ricreando quel modello - aveva sottolineato Berardelli quando ancora la motocicletta doveva essere ultimata - ho riproposto idealmente anche un progetto, quel volo nell’ignoto nell’allestimento di una motocicletta che avrebbe segnato tutti gli anni Venti, per supportare tra suggestione e sensazioni la scoperta, la rivelazione, l’emozione e la soddisfazione dei ragazzi di Guzzi e Ripamonti”. “Un volo verso l’ignoto - aveva aggiunto - un sogno costruito giorno dopo giorno, un sogno chiamato Moto Guzzi”.

Oltre alla motocicletta ispirata al prototipo datato 1919 sempre domenica verrà anche inaugurato il murales realizzato da Gianni “Gechi” Trincavelli nel 2021 in occasione del centenario di fondazione dell’Aquila e ora rivisitato con l’aggiunta proprio di Roberto Berardelli bambino accanto agli altri personaggi raffigurati: Carlo Guzzi, suo fratello “Naco”, Matilde Carcano con suo marito Mario Bianchi, Giorgio Ripamonti, Emanuele Vittorio, Giorgio e Marina Parodi. “La figura di Berardelli - si legge nel pannello illustrativo - rappresenta idealmente tutti i giovani che animati da passione e costanza si adoperano per realizzare i propri sogni”.

Domenica prossima, dunque, l’appuntamento per gli appassionati è a partire dalle ore 15, quando tra rievocazioni e letture (a condurre il pomeriggio di festa sarà Giordana Bonacina) verranno rivissuti i primordi della Moto Guzzi. Ci sarà Marco Zoppetti, sindaco di Endine Gaiano, e tra i cimeli custoditi dentro l’officina mandellese si aggirerà anche… don Chisciotte, tra i più celebrati personaggi della letteratura di tutti i tempi, figura la cui presenza ricorderà come una motocicletta non sia semplicemente un mezzo meccanico ma possa diventare una dichiarazione d’intenti. Perché ogni volta che qualcuno sceglie una strada meno battuta, quando resta fedele a un sogno che gli altri non comprendono, quando difende una tradizione con orgoglio sta compiendo un gesto che ha qualcosa di cavalleresco.

“Proprio per questo - tiene a precisare “Gechi” Trincavelli - la storia di don Chisciotte continua a parlare a chiunque abbia un progetto nel cuore, una tradizione da custodire o un ideale da difendere”. Come dire che ogni epoca ha bisogno dei suoi sognatori e che la storia spesso dà ragione ai folli che hanno avuto il coraggio di partire. Una morale in cui c’è molto della Moto Guzzi e dei suoi “padri”.


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