18 giugno 2026

Mandello Lario. “Edoardo, eri sensibile e fragile. Ora dal Cielo tu soccorri ciascuno di noi”

Mamma Zelda: “Mi mancano già le nostre chiacchierate, i tuoi occhi e la tua ironia”. La fidanzata: “Ti ringrazio di essere entrato nella mia vita, colorandola. Sappi che ti amo per sempre”

(C.Bott.) Il canto introduttivo è Su ali d’aquila. E il ritornello ripete: “E ti rialzerà, ti solleverà, su ali d’aquila ti reggerà, sulla brezza dell’alba ti farà brillar come il sole, così nelle sue mani vivrai”. Al termine del rito le parole di mamma Zelda rinnovano la metafora del volo. “Asciuga le nostre lacrime, Edoardo, e aspettaci mentre voli libero nel Cielo”.

A Mandello Lario è il giorno dell’ultimo saluto al diciottenne morto nella notte tra sabato e domenica in un tragico incidente stradale accaduto lungo la Superstrada 36, tra Lecco e Abbadia Lariana. E’ il giorno del dolore straziante. E' il giorno dell’angoscia, della rabbia. “E’ un saluto che non avremmo mai voluto darti - premette il celebrante introducendo il rito funebre nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore - e oggi il nostro cuore è turbato e ferito e cerca un po’ di conforto”.

Sulla bara con le spoglie di Edoardo Bartesaghi due cuscini di fiori: uno di rose bianche, l’altro di girasoli. “Siamo come anfore rotte - dice don Tommaso Frigerio all’omelìa - e questi sono giorni di smarrimento. Siamo tutti feriti perché ci è stato tolto un nostro fratello”. “Edoardo racchiudeva in sé una grande sensibilità e al tempo stesso una grande fragilità dalle quali scaturiva la promessa di qualcosa di bello, di positivo”, afferma il sacerdote, che aggiunge: “Non aveva timore di mettersi in gioco e ora sentiamo la morte nei nostri cuori, ma cancellare il dolore vorrebbe dire anche cancellare l’amore e allora di fronte a quanto accaduto ha senso soltanto percorrere una strada, quella di vivere con la speranza nel cuore. Questa è la vera sfida da affrontare, anche perché Dio non perde nulla dei nostri patimenti”.

Poi un riferimento alla scelta di Edoardo di avvicinarsi al Soccorso degli alpini e di diventare volontario. E una richiesta: “Adesso dal Cielo tu continua a soccorrere ciascuno di noi”.

Al termine dei riti di aspersione e incensazione della salma il commosso ricordo di mamma Zelda: “Sono giorni di grande dolore e di disperazione”, dice. Poi, rivolgendosi idealmente al figlio, aggiunge: “Dicevi che ero il pilastro della famiglia ma non so se riuscirò a esserlo ancora. Però ci proverò, anche per tuo fratello Jacopo che ora naviga con me senza bussola”.

“Non verrai dimenticato - aggiunge - e io porterò avanti i tuoi sogni. Ho saputo che eri orgoglioso di me e ho avuto la conferma della tua sensibilità. Ora mi mancano già le nostre chiacchierate, i tuoi occhi e la tua ironia. Mi manca entrare in camera tua e non trovarti. Spero di essere stata una buona mamma”.

E’ poi la ragazza di Edoardo ricordare il fidanzato. “Mi hai insegnato ad affrontare le difficoltà - dice - e ti ringrazio di essere entrato nella mia vita, colorandola. Grazie per la pazienza che hai avuto con me, grazie per il tuo affetto infinito. Mi raccomando, ogni tanto mandaci qualche segnale e sappi che ti amo per sempre”. “Sei parte di me - afferma il fratello Jacopo - e lo sarai sempre. Non ti dimenticheremo mai, ma tu promettici che ti ricorderai di noi”.

Al termine del rito sul sagrato della chiesa gli amici accendono alcune fontane pirotecniche in segno di saluto a Edoardo. E liberano verso il cielo un grappolo di palloncini bianchi.



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