Una lettera alla madre di Edoardo e, insieme, una testimonianza carica di affetto: “Ti auguriamo di riuscire, nei momenti di solitudine, a sentire la sua presenza nell’invisibile, in quella brezza o in quel pensiero che ti accarezza all’improvviso”
Una lettera e una testimonianza di affetto e solidarietà, destinataria la mamma di Edoardo Bartesaghi, il giovane di Mandello Lario morto alla fine della scorsa settimana in un tragico incidente stradale:
“Cara Zelda, ci sono dolori che non si possono nominare senza che la voce tremi, e quello che stai vivendo in questi giorni è una ferita che appartiene alla parte più profonda di noi.
La perdita improvvisa di “Dodo”, a soli 18 anni, è una tempesta che ha cambiato il volto del mondo, rendendo tutto improvvisamente distante, quasi estraneo. In questo tempo sospeso, vorremmo soltanto stringerti forte, senza chiedere nulla, senza cercare spiegazioni che non potrebbero mai lenire la tua pena. Vorremmo che tu sapessi che, in questo momento di buio, la nostra comunità ti è accanto, in punta di piedi, per sostenerti nel peso immenso di un’assenza che diventa, purtroppo, una presenza costante.
Spesso si pensa al lutto come a un distacco, ma ci piace pensare, insieme a te, che il lutto sia semplicemente un modo diverso di continuare ad amare. È un amore che cambia forma, che non si ferma più alla superficie delle cose, ma scava nel profondo dell’anima.
Ti auguriamo, giorno dopo giorno, di imparare a trovare una nuova grammatica per questo legame: imparare a sussurrare il suo nome nel silenzio della tua casa, scoprendo che quel nome ha ancora il potere di scaldarti. Ti auguriamo di riuscire, nei momenti di solitudine, a sentire la sua presenza nell’invisibile, in quella brezza o in quel pensiero che ti accarezza all’improvviso, ricordandoti che nulla di ciò che è stato vissuto può andare perduto.
Il nostro augurio più grande è che tu possa portare il suo ricordo non come un peso ma come una parte di te, tenendolo vivo nel battito del tuo cuore, ogni volta che sentirai la vita scorrere e riprendere, nonostante tutto, il suo cammino.
Non sei sola in questo esercizio di amore infinito. Siamo qui accanto a te, custodi silenziosi di questo dolore che, pur nel suo abisso, parla ancora della grandezza del tuo amore di madre. Con profondo affetto e infinita vicinanza”.
Elena L. (Mandello Lario)

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