09 giugno 2026

30.000 euro dalla Regione Lombardia per tutelare l’alborella, pesce simbolo del nostro lago

Nel corso del 2026 verranno effettuati sopralluoghi lungo tutto il perimetro del Lario per individuare le aree di riproduzione, mappare i principali banchi presenti e valutarne la consistenza

La Lombardia investe 30.000 euro per monitorare lo stato di salute dell’alborella nel Lario e nel Lago d’Iseo. La Giunta regionale ha infatti approvato un accordo con la “Fondazione Lombardia per l’ambiente” che consentirà di proseguire nel 2026 le attività di studio e controllo di una tra le specie autoctone più rappresentative dei laghi lombardi.

“L’alborella è parte integrante della biodiversità del Lario e della sua storia - commenta il consigliere regionale lecchese di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini - Con questo intervento la Regione conferma il suo impegno per la tutela dell’ambiente e per una gestione attenta e responsabile del patrimonio naturale dei nostri laghi”.

Nel corso del 2026 verranno effettuati sopralluoghi lungo tutto il perimetro del Lario per individuare le aree di riproduzione dell’alborella, mappare i principali banchi presenti e valutarne la consistenza. Le attività saranno svolte da tecnici specializzati sia da riva sia tramite imbarcazioni e consentiranno di raccogliere dati utili a monitorare l’evoluzione della specie.

“Conoscere meglio lo stato di salute dei nostri laghi significa poterli proteggere meglio - aggiunge Zamperini - Per questo investiamo in monitoraggi e attività di ricerca che ci permettono di avere un quadro sempre più preciso della situazione e di intervenire con strumenti adeguati quando necessario”.

L’attività rientra inoltre nelle prescrizioni previste dal ministero dell’Ambiente dopo l’autorizzazione all’immissione del coregone lavarello. Nel Lario è infatti autorizzata l’immissione fino a 1,6 milioni di avannotti di coregone all’anno nel triennio 2024-2026 ed è quindi necessario verificare costantemente l’andamento delle specie autoctone e l’equilibrio dell’ecosistema lacustre.

“L’obiettivo è conciliare la tutela della biodiversità con la valorizzazione delle attività legate alla pesca, che rappresentano una tradizione e una risorsa importante per il nostro territorio. Scelte di questo tipo devono sempre essere accompagnate da controlli seri, dati scientifici e monitoraggi costanti”, conclude Zamperini.

L’accordo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026 e prevede un investimento complessivo di oltre 31.800 euro, di cui 30.000 finanziati dalla Regione Lombardia.

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