Il sindaco Fasoli: “La raccolta di firme e l’azione del “Paese di tutti” hanno fatto sì che Mandello diventasse la prima scelta in questa nuova possibilità”
(C.Bott.) Novità (significative, è il caso dire) sul fronte della sanità mandellese. Il poliambulatorio di Mandello Lario è rientrato infatti nella strategia regionale e nazionale delle case di comunità. Un cambio di rotta inatteso, dovuto da un lato alla necessità regionale di garantire l’apertura di un numero maggiore di queste strutture e dall’altro frutto del contributo che le cittadinanze e le amministrazioni comunali di Mandello, Abbadia Lariana e Lierna hanno offerto per far comprendere l’importanza di questo presidio per le rispettive comunità.
“Le firme a sostegno della petizione lanciata a inizio marzo dal “Paese di tutti” per scongiurare la prospettata chiusura della guardia medica a Mandello, da qualcuno giudicate inutili - afferma il sindaco, Riccardo Fasoli - e l’incontro pubblico organizzato al “De André” a inizio aprile con i vertici dell’Asst lecchese, anche questo ritenuto da taluni inutile, hanno fatto sì che Mandello diventasse la prima scelta in questa nuova possibilità”.
Come previsto dalla normativa, saranno implementati la presenza di infermieri e medici e i servizi specialistici, la cui attivazione avverrà nelle prossime settimane, unendo le necessarie autorizzazioni burocratiche e la disponibilità di personale.
“Un risultato significativo - commenta sempre il sindaco - raggiunto grazie al dialogo e alla educata mobilitazione della cittadinanza (non tutta...). Così il Comune di Mandello sarà impegnato, nel mese di luglio, nella realizzazione del sistema di raffrescamento dell’intera struttura per migliorare le condizioni di lavoro del personale e la vivibilità della struttura stessa per gli utenti”.
“Un ringraziamento speciale va alla direzione dell’Asst e all’ex assessore Guido Zucchi - conclude Fasoli - che, insieme a me, si era preso la responsabilità di ciò che era successo (senza averla, peraltro). Dall’altro, la modalità di amministrare del “Paese di tutti”, incentrata sul dialogo e sulla costruttiva collaborazione piuttosto che sulla mera protesta, ancora una volta ha dato i i suoi frutti”.
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