26 agosto 2020

Olimpiadi di Roma 1960. Canottaggio, il “quattro con” della Guzzi è medaglia di bronzo

Sessant’anni fa l’inaugurazione dei Giochi che videro Balatti, Sgheiz, Trincavelli, Zucchi e Stefanoni salire sul terzo gradino del podio

 

(C.Bott.) Esattamente sessant’anni fa, come ieri (era infatti il 25 agosto 1960), venivano inaugurati a Roma i Giochi della XVII Olimpiade. E di lì a qualche giorno, per l’esattezza il 3 settembre, il “quattro con” della gloriosa “Moto Guzzi” avrebbe vinto nel canottaggio una prestigiosa medaglia di bronzo.

A comporre l’equipaggio erano Fulvio Balatti, Romano Sgheiz, Franco Trincavelli, Giovanni Zucchi (quasi novanta vittorie in carriera e la partecipazione a tre Olimpiadi) e il timoniere Ivo Stefanoni, già oro quattro anni prima a Melbourne, in Australia, così come Trincavelli e Sgheiz.

In batteria l’armo della “Guzzi” si era imposto ad Australia, Romania e Finlandia, mentre in semifinale Balatti, Sgheiz, Trincavelli, Zucchi e Stefanoni avevano avuto ragione rispettivamente degli equipaggi di Australia, Ungheria e Austria.

Giovanni Zucchi
 

Il 3 settembre, come detto, si era disputata la finale e l’armo azzurro era giunto terzo, preceduto da Germania e Francia ma davanti all’Unione Sovietica, all’Australia e all’Ungheria.

“Eravamo i favoriti - raccontò un giorno Ivo Stefanoni, che nel ’64 avrebbe preso parte anche ai Giochi di Tokyo - però il campo di gara era davvero brutto. C’era uno strano ricircolo del vento e così noi facemmo la finale tutta contro, mentre tedeschi e francesi gareggiarono col vento a favore”.

Di due di quei meravigliosi cinque vogatori, ossia di Fulvio Balatti e Franco Trincavelli, resta il ricordo. Balatti è scomparso il 27 ottobre 2001, mentre Trincavelli è venuto a mancare nel novembre 1983.

Romano Sgheiz
 

Romano Sgheiz, Giovanni Zucchi e Ivo Stefanoni hanno oggi rispettivamente 83, 89 e 84 anni. Ed è facile immaginare quante emozioni si rincorreranno in questi giorni nel loro animo, ripensando appunto a quell’avventura olimpica e a quella finale. E, inutile aggiungere, a quella bellissima medaglia di bronzo.

Ivo Stefanoni
 
Franco Trincavelli

Fulvio Balatti

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