12 settembre 2020

Quell’ultimo incontro con suor Maria Laura. “L’odio non potrà mai sconfiggere l’amore”

Il sacerdote mandellese don Ambrogio Balatti ha ricordato oggi pomeriggio a San Giorgio il sacrificio della religiosa che, accoltellata a Chiavenna il 6 giugno 2000, sarà beatificata nel 2021

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Suor Maria Laura Mainetti


(C.Bott.) “Volevano far vincere il male ma hanno fatto trionfare il bene, perché l’odio non può mai sconfiggere l’amore”. Così don Ambrogio Balatti ha ricordato oggi pomeriggio durante la messa prefestiva celebrata nella chiesa di San Giorgio il sacrificio di suor Maria Laura Mainetti, la religiosa originaria di Colico uccisa con 19 coltellate il 6 giugno del 2000 a Chiavenna da tre ragazze minorenni.

All’epoca del delitto il sacerdote mandellese, classe 1940, era arciprete proprio di Chiavenna, dove ha svolto il suo ministero dal 1994 al 2016. E per lui, che fu l’ultimo a parlare con suor Maria Laura la sera stessa del delitto, è stato inevitabile collegare il sacrificio di quella religiosa al perdono, filo conduttore delle letture della seconda domenica di settembre, 24.ma del tempo ordinario.

“Quelle ragazze erano schierate dalla parte del male - ha detto don Ambrogio all’omelìa - e volevano farlo prevalere a ogni costo. Suor Maria Laura non aveva voluto sottrarsi all’incontro che una delle tre giovani le aveva chiesto sostenendo di essere stata violentata e di essere incinta e ha dimostrato fino in fondo la sua coerenza. E quelle stesse ragazze che volevano che a vincere fosse il male hanno dovuto rendersi conto che puoi anche togliere la vita ma non puoi distruggere l’amore. Così suor Maria Laura ha sconfitto il loro progetto”.

Don Ambrogio Balatti, classe 1940, mandellese.

 

Don Ambrogio ha quindi ricordato una data attesa e particolarmente significativa. “Il 6 giugno 2021, se tutto andrà bene, suor Maria Laura sarà beatificata - ha affermato - e proprio quel giorno ogni credente dovrà ribadire in primo luogo a se stesso che soltanto l’infinito può essere l’unità di misura dell’amore, quindi del perdono”.

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