Dal mandellese Maurizio Leonelli riceviamo e pubblichiamo:
Finalmente, dopo lunga attesa, i contorni di quello che viene definito un intervento urbanistico in grado di trasformare, migliorandolo, l’aspetto del paese e di offrire alla cittadinanza una serie di vantaggi e opportunità è stato presentato. Anche in questo caso siamo di fronte a un’enfatica e autocelebrativa narrazione da parte del sindaco. E come sempre si confonde una legittima, apprezzabile, meritoria operazione commerciale privata con un piano di rigenerazione urbana.
Come per gli altri Pru non si può certo parlare di negoziazione win-win, dove ci guadagna sia il privato sia il pubblico, in giusta misura. Per chi non lo ricordasse, rammento che i mirabolanti benefìci pubblici ottenuti con i piani di rigenerazione sono stati sostanzialmente: nel caso della Guzzi, unicamente la possibile fruizione dei parcheggi interni da parte di alcuni dipendenti. Nel caso invece della palazzina di sette piani fronte lago, realizzata nell’area ex campeggio, la cessione di metà della spiaggia al privato e la privatizzazione della rimanente parte. Si dovrà pagare per accedere a quello che resta dell’unica spiaggia libera sul territorio mandellese (salvo auspicabili ripensamenti)!
Nel caso dell’ex Vellutificio i mandellesi avranno a disposizione (e dovranno poi mantenere) una scatola in cemento armato e ferro, lunga quanto il campo sportivo, che ospiterà un parcheggio su due piani. Ci verrà anche regalato, bontà loro, un piccolo cancello di accesso al Lido comunale.
E’ facile prevedere che questi 141 posti auto pubblici nei mesi estivi verranno prevalentemente utilizzati dai clienti dell’hotel, del ristorante, del centro benessere e dai dipendenti della struttura. Nel calcolo delle dotazioni standard si è previsto, per ogni camera, mezzo posto auto. La nuova struttura, destinata a ristorante e centro benessere, occuperà a regime 5.000 metri quadrati, su due livelli.
Anche in questa occasione la realtà ha mortificato ogni legittima e non certo troppo ambiziosa aspirazione. Mi sarei immaginato una passeggiata a lago come quella di Varenna, invece ci dovremo accontentare di sbirciare con invidia i clienti della spa, in costume da bagno o in accappatoio bianco, mentre sorseggiano un drink o una tisana.
Mi sarei accontentato di un bel parcheggio (da 5.600 metri quadrati reali) a raso o parzialmente interrato, “arredato” e piantumato, come è stato fatto ad esempio a Colico, che ci consentisse di accedere direttamente e facilmente al Lido. Ci dovremo accontentare, invece, del box sopra descritto, adornato da una piccola aiuola sottratta all’asfalto e da qualche rampicante. Avrei sperato, infine, in un seppur lieve ampliamento dell’insufficiente e indecente area del campo sportivo e della miserrima spiaggia libera del Lido. Niente di tutto ciò!
Purtroppo è stata persa a mio avviso un’altra occasione, nonostante il “gravoso” impegno profuso, di rendere la nostra cittadina più bella, più ordinata, più fruibile dai mandellesi e anche più turisticamente attrattiva. Insomma anche questa volta la montagna ha partorito un topolino.
Maurizio Leonelli (Mandello Lario)


Leggo ormai da anni i commenti di questo cittadino e chissà come mai non mi trovano mai d'accordo. Sarà che sono intrisi di negatività di risvolti catastrofici. La cosa che fa sorridere è che ogni cosa che venga fatta è sempre sbagliata. Vorrei vivere in un Paese che sa stare al passo coi tempi che porti novità nel campo dell'economia. Ricordo a questo cittadino che attività commerciali faticano e che alcune imprese danno segnali di crisi. Ben vengano nuove realtà che possano dare alternative e svegliare un Paese che per alcuni diventerebbe un dormitorio.
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