25 giugno 2026

L’addio di Mandello Lario a Roberto Vicini. La figlia: “Affronteremo la vita come ci hai insegnato tu”

(C.Bott.) L’ultima a rivolgersi a lui è stata, appena prima che la bara con le spoglie di Roberto Vicini lasciasse la chiesa di San Lorenzo portata a spalla fin sul sagrato dell’arcipretale, una delle figlie. “Ciao papà, la tua assenza è oggi la presenza più importante - ha detto Giada anche a nome della sorella Silvia e del fratello Davide - e sappi che la tua forza e la tua caparbietà saranno sempre di esempio per tutti noi”.

“Tu in ogni situazione hai sempre visto il bicchiere mezzo pieno - ha aggiunto - Tu ci hai trasmesso forza e speranza, tu ci sei sempre stato e ci hai insegnato a guardare sempre avanti, a non mollare mai”. Poi una promessa: “Sappi che ora noi affronteremo la vita proprio come ci hai insegnato tu”.

Durante il rito funebre era stato il celebrante a ricordare come la professione stessa svolta per anni da Roberto Vicini e ora portata avanti dal figlio Davide sia di per sé un’opera di misericordia. “Ha accompagnato tanti nel loro ultimo viaggio e ha sempre svolto il suo servizio con attenzione e rispetto”, ha detto don Giuliano Zanotta, parroco della comunità pastorale di Mandello Lario. “E’ vero, quando viene a mancare una persona che ci è cara tutto sembra crollare - ha aggiunto - ma in quel momento al bene che abbiamo voluto a un nostro familiare subentrano il ricordo e la preghiera, nella certezza per ogni cristiano che i nostri cari sono sempre vivi, ci sono vicini e pregano per noi”.

Non è mancato un rifermento alla pagina del Vangelo di Matteo letta durante le esequie: “Chi ascolta le mie parole e le mette in pratica sarà simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia, scrive l’evangelista. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde”. “Ecco - ha osservato don Giuliano - impariamo allora a costruire anche la nostra casa sulla roccia proprio come ha fatto Roberto. E ricordiamo che la nostra roccia è Gesù”.

Al termine delle esequie i riti di aspersione e incensazione della bara e, sul sagrato, l’ultimo ideale abbraccio di familiari e amici a Roberto Vicini.


 

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