05 maggio 2021

Mandello, l’addio a Fabrizio Zucchi. Si chiude un’altra pagina di storia locale

Nel 1954, una volta ottenuto il diploma di perito industriale, era entrato nell’attività di famiglia, affiancando il padre e contribuendo a far sì che l’azienda si specializzasse nel campo della termoidraulica industriale

Fabrizio Zucchi


(C.Bott.) Con lui se n’è andato un altro piccolo pezzo di storia di Mandello. Il lungo quanto fortunato cammino della sua ditta iniziò infatti nel lontano 1906, quando il nonno, che portava il suo stesso nome, diede avvio all’attività di ramaio e costruttore di pompe idrauliche a vapore.

Con ingegno, determinazione, spirito di iniziativa e forza di volontà, fu proprio il nonno a trasformare quella iniziale attività, fino a sviluppare una piccola quanto moderna produzione idraulica.

Fabrizio Zucchi, per tutti “Fabrizi” (in paese era conosciuto anche come “Nino”), circondato dall’affetto delle persone a lui più care se n’è andato nei giorni scorsi. Abitava a Mandello e aveva 88 anni.

Nel 1954, una volta ottenuto il diploma di perito industriale, era entrato nell’attività di famiglia, affiancando il padre e contribuendo a far sì che l’azienda si specializzasse nel campo della termoidraulica industriale.

Negli anni successivi riuscì a dare notevole slancio all’attività di famiglia, utilizzando moderni macchinari e attrezzature sempre più all’avanguardia.

Per molti anni la sua ditta ha operato non soltanto in paese ma altresì sul territorio della provincia e anche oltre, realizzando - spesso in condizioni ambientali difficili -numerosi acquedotti e fognature, oltre a seguire con passione e professionalità gli impianti idraulici in molte abitazioni di Mandello.

Una figura, la sua, presente e disponibile anche nel contesto della vita familiare. Seppe infatti dedicare tempo ed energie all’educazione dei tre figli Albino, Monica e Cristina, avuti da sua moglie Marisa, insegnando loro il rispetto per gli altri, l’onestà e la correttezza nei confronti del prossimo.

“Una parola data, una stretta di mano sancivano un accordo e avevano valore al pari di un atto ufficiale”, raccontano oggi i suoi tre figli, ricordando con affetto questo uomo d’altri tempi che tanto ha insegnato loro.

E di quelle preziose lezioni c’è da credere faranno ora tesoro anche i quattro affezionati nipoti di “Fabrizi” - Camilla, Benedetta, Veronica e Simone - oltre al pronipote Luca, 2 anni e mezzo soltanto, che ogni mattina, prima di raggiungere il suo asilo, era solito passare dal “nonno bis” per un saluto.

Oltre a distinguersi come detto per la sua dedizione al lavoro, “Fabrizi” era un grande appassionato di montagna e in particolare della Grignetta, dove da giovane aveva percorso numerose vie utilizzando come corda quella dei panni, anche perché a quelle amate pareti lui era solito avvicinarsi di nascosto dai genitori.

Dopo i funerali, svoltisi sabato scorso nell’arcipretale di “San Lorenzo”, le ceneri di Fabrizio Zucchi sono state deposte, come da sua volontà, nella tomba dove riposano i genitori, nel cimitero di Mandello.

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