Madre di quattro figli, fin verso la fine degli anni Ottanta ha vissuto sul Lario con il marito prima di fare ritorno in Valtellina, sua terra d’origine
(C.Bott.) “Cara nonna Rosa, se cerchiamo nei ricordi una delle cose di cui sei sempre stata più fiera era scrivere biglietti d’auguri: per Natale, per i compleanni. Finché hai potuto, ricordiamo l’impegno e la soddisfazione che mettevi nel trovare le parole giuste, spesso simpatiche e giocose, un po’ come facevi da ragazzina scrivendo filastrocche. Oggi ci sembra bello che siamo noi a scrivere un messaggio per te. A noi hai fatto da nonna, ma dai tuoi racconti sappiamo che sei stata tante altre cose”.
Una lettera tanto dolce quanto affettuosa. E’ quella dedicata da tre nipoti alla loro nonna nel giorno in cui il suo piccolo paese d’origine, in Valtellina, le ha tributato l’ultimo saluto. I nipoti sono Alessandro, Samuele e Nicla, la nonna è Rosa Pradelli, morta lo scorso 12 febbraio a Fusine alla soglia dei 100 anni (li avrebbe compiuti il 2 novembre).
Di quel piccolo paese, poco meno di 600 anime in provincia di Sondrio, lei era la più anziana residente dopo che nel 2024, qualche tempo dopo aver festeggiato i 100 anni, era venuta a mancare Andreina Melazzini. Di Fusine, in verità, è anche un’altra centenaria. E’ Liliana Mottini, che lo scorso settembre ha appunto tagliato il traguardo del secolo di vita ma che da alcuni anni è ospite alla casa di riposo di Grosio pur conservando uno stretto legame appunto con il comune orobico in cui ha sempre vissuto.
![]() |
| Rosa Pradelli nel 2024 in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni di Andreina Melazzini. |
Forte era il legame di Rosa Pradelli anche con Mandello Lario, dove ha abitato fin verso la fine degli anni Ottanta prima di fare ritorno nella “sua” Valtellina dopo che era andato in pensione suo marito Bruno Ranaglia, che ha sempre lavorato alla “Icma”, acronimo di “Industria carte metallizzate e affini”. Anche sua moglie Rosa aveva lavorato per quell’azienda fondata nel 1933 da Matilde Carcano, una tra le prime donne imprenditrici italiane, oggi leader nella nobilitazione della carta per packaging di lusso.
Rosa e Bruno Ravaglia, morto nel 2018, hanno avuto quattro figli: Anna (tuttora residente a Mandello in frazione Rongio), Marco, Sonia e Clara, quest’ultima mancata nel 2019.
Rosa Pradelli è stata tumulata nel cimitero di Fusine, dove è sepolto anche suo marito. E ai funerali, celebrati dal parroco don Bruno Moneta, hanno destato tenerezza le parole dei tre nipoti. E il loro identificare nel suo saper essere sempre spiritosa e orgogliosa i tratti salienti del carattere della nonna. “Spiritosa perché eri incline alla risata, amante dell’allegria e della compagnia e capace di affrontare le situazioni difficili con spirito battagliero - hanno detto rivolgendosi direttamente proprio a nonna Rosa - Eri poi orgogliosa delle tue scelte quando raccontavi e ripetevi le tue storie, resistente e tenace fino all’ultimo nel far valere la tua voce”.
Poi una bellissima promessa: “Cara nonna, faremo tesoro di tutto questo, mischiando come possiamo il tuo spirito e il tuo coraggio alla nostra sensibilità, per fare in modo che tu rimanga ancora con noi”. Infine il congedo: “Buon viaggio! E salutaci tutti da dove sei ora”.
.jpg)
.jpeg)
.jpeg)
Nessun commento:
Posta un commento