13 febbraio 2026

Da Mandello Lario alla Maratona di Milano, per quattro “laghèe” in aprile una staffetta di solidarietà

Elena Ratti, Samantha Tavecchio, Natalino Gaddi e Michele Lafranconi correranno a sostegno dell’Associazione spina bifida e idrocefalo Niguarda

(C.Bott.) Da Mandello Lario a Milano per una staffetta… di cuore. E per correre a sostegno dell’Associazione spina bifida e idrocefalo Niguarda. Loro sono i mandellesi Elena Ratti, Samantha Tavecchio, Natalino Gaddi e Michele Lafranconi, ovvero i “Quater laghèe de cursa”, che il 12 aprile disputeranno la Wizz Air Milano Marathon con un duplice obiettivo: non soltanto affrontare una sfida sportiva e mettersi alla prova ma anche trasformare un’avventura appunto nel segno dello sport in un gesto concreto di solidarietà a favore dell’Asbin, realtà che sostiene bambini e famiglie che convivono con questa patologia offrendo loro supporto, informazione e aiuto nella vita quotidiana.

Due coppie unite da grande amicizia e, come detto, dal desiderio di dare un significato profondo alla partecipazione a un evento capace di coinvolgere ogni anno oltre 40.000 persone tra maratoneti, staffettisti e famiglie lungo un percorso che attraversa i luoghi più iconici del capoluogo lombardo.

Nel caso di Elena, Samantha, Natalino e Michele la formula scelta è quella della staffetta, simbolo di collaborazione e di sostegno reciproco: darsi il cambio, affrontare la fatica insieme, non mollare fino al traguardo. Uno spirito che richiama quello delle famiglie che ogni giorno affrontano le sfide legate alla spina bifida, accompagnate dal supporto dell’associazione.

Per l’occasione è stata anche attivata una raccolta fondi con l’obiettivo di trasformare ogni chilometro percorso in un aiuto concreto. La pagina per sostenere l’iniziativa è disponibile al link www.retedeldono.it/iniziativa/samanthatavecchio/maratona-asbin.

Il messaggio che accompagna l’iniziativa dei “Quater laghèe de cursa” è semplice ma significativo: “Ogni passo conta, soprattutto per chi ne deve fare qualcuno in più”. Poi una constatazione, che equivale a un invito: “Anche una piccola donazione o una semplice condivisione possono contribuire a fare la differenza”.

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