14 febbraio 2026

Francesca Lanfranconi, medico dello sport, è volontaria ai Giochi: “Qui tutti stanno dando il meglio”

Ricercatrice in fisiologia umana, lavora presso il Centro “Maria Letizia Verga” di Monza. “A Bormio - dice - è caccia alle spille delle varie delegazioni e a Tina e Milo, i due ermellini mascotte di queste Olimpiadi invernali”

(C.Bott.) E’ a Bormio nel ruolo di volontaria per i Giochi invernali di Milano Cortina 2026 e sta assorbendo l’euforia, le emozioni e l’entusiasmo che si stanno accompagnando allo svolgimento delle varie gare del programma olimpico e alle meravigliose prestazioni degli azzurri.

Lei è Francesca Lanfranconi. Medico dello sport e ricercatrice in fisiologia umana, lavora presso il Centro “Maria Letizia Verga” di Monza, polo di eccellenza per lo studio e la cura della leucemia dei bambini. La sua residenza è a Margno, in Valsassina, ma per otto anni ha vissuto a Varenna (nella “perla” lecchese del Centrolago suo zio Giorgio ha un’attività commerciale) prima di partire destinazione l’Australia e, al ritorno in Italia, abitare per qualche tempo a Malgrate. Suo padre Ezio è di Mandello Lario.

E’ un’avvincente avventura, quella che Francesca sta vivendo nella “magnifica terra”. “Il clima è bellissimo - non esita a dire - sia tra noi volontari sia con gli atleti”. “Sono qui da alcuni giorni - aggiunge - e ho già potuto rendermi conto che per queste Olimpiadi Bormio sta dando il meglio di sé, così come la Valtellina in generale. Ci sono atleti di fama e nazioni per la prima volta a un’edizione dei Giochi invernali. Sì, è tutto molto bello”.

Francesca Lanfranconi, che è presidente dell’Associazione medico sportiva della provincia di Lecco, fa parte della “task force” degli chaperone antidoping e opera sia nel villaggio olimpico diffuso (le delegazioni sono ospitate in vari hotel e “casa Italia” è all’Hotel Genzianella, proprio di fronte alla mitica pista Stelvio) sia presso lo Stelvio Ski Center. “Gli atleti - spiega - possono essere testati sia fuori gara sia al termine della loro competizione e gli chaperone, su indicazione di un Doping control officer, notificano all’atleta che deve sottoporsi ai controlli”.

“Abbiamo avuto meravigliose divise - aggiunge Francesca Lanfranconi - e ad ogni turno di lavoro prima di accedere sia al villaggio olimpico sia allo Stelvio Ski Center tutti noi volontari per ragioni di sicurezza dobbiamo sottoporci al check-in e superare i controlli. Naturalmente anche i componenti delle varie delegazioni e gli stessi atleti possono accedervi soltanto con regolare accredito”.

“Qui c’è grande attesa per le prossime gare di sci alpino e in particolare per il gigante e lo slalom maschili - osserva ancora Francesca - oltre che per l’esordio dello sci alpinismo, al debutto nel programma di queste Olimpiadi sia a livello maschile sia femminile”. Poi una curiosità: “Tutti sono a caccia delle spille delle varie delegazioni e di Tina e Milo, i due ermellini, sorella e fratello, mascotte di questi Giochi invernali. Qui a Bormio è una vera mania”.







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