19 febbraio 2026

L’ultima ideale carezza di Mandello Lario a Giorgio Curioni. Padre Sandro: “Ora lui vive la sua Pasqua”

Giorgio Curioni

(C.Bott.) Sulla bara, i simboli della sua passione sportiva: una coppa e la maglia della squadra. E un cuscino di fiori bianchi. Dentro la chiesa del Sacro Cuore - con i familiari - molti, moltissimi amici. Poi i compagni di tante sfide calcistiche e i “suoi” ragazzi, quelli che lui allenava.

All’inizio delle esequie le note di Fratello sole, sorella luna e le parole del celebrante. “Il segreto e il mistero della vita portano tutti noi a farci domande di fronte alle quali non abbiamo risposte certe e immediate - dice don Andrea Giorgetta - ma la risposta ce la darà a suo tempo il Signore”.

Con il vicario della comunità pastorale di Mandello Lario all’altare, nel giorno dell’ultimo saluto a Giorgio Curioni, morto improvvisamente all’età di 50 anni, c’è padre Sandro Lafranconi. E’ lui a ricordare a tutti che “oggi accompagniamo Giorgio verso la nuova vita” e a dire che “ora lui vive la sua Pasqua, che vuol dire passaggio, perché la vita non è distrutta ma si trasforma”.

“Giorgio era buono, mite e con un carattere gioviale”, afferma il missionario mandellese, che rifacendosi alle letture della messa del giovedì dopo le Ceneri aggiunge: “Nella vita ciascuno può scegliere se fare il bene o il male e ognuno questa scelta la fa nel proprio cuore. Ce lo dice anche Giorgio, che la sua scelta l’aveva fatta”. “Ha molto amato lo sport - sottolinea padre Sandro - e ha cercato di trasmettere questa sua grande passione ai ragazzi, ai più piccoli. Ora è lui a chiederci, come si legge nel Vangelo di Luca appena proclamato, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero se poi perde e rovina se stesso”.

Infine una sollecitazione: “Ritroviamo tutti l’attenzione verso chi ci sta intorno, perché soltanto così ci troveremo pronti per entrare un giorno nella gioia”.

Alla preghiera dei fedeli una serie di invocazioni per Giorgio, per i suoi familiari e i suoi amici. Al termine della celebrazione eucaristica l’aspersione e l’incensazione della salma. E, sul sagrato della parrocchiale, l’ultima carezza a Giorgio.


 

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