Le penne nere donano un defibrillatore alla frazione di Rongio e guardano al 2027, l’anno del centenario di fondazione del gruppo
(C.Bott.) “Tutto quello che abbiamo fatto è stato possibile grazie alla generosità dei nostri soci e al lavoro instancabile dei volontari. E’ questo, del resto, il nostro modo di essere alpini oggi: custodi del passato ma pilastri attivi del presente”. Claudio Bianchi, capogruppo dell’Ana di Mandello Lario, è stato esplicito in occasione della recente assemblea che ha riunito presso la sede in piazza Stazione numerose penne nere, presente il presidente sezionale Emiliano Invernizzi.
“L’età media avanza e le fatiche personali aumentano - ha detto - eppure siamo qui. L’impegno che mettiamo è ciò che di più prezioso tiene insieme i nostri frammenti. Non siamo un sodalizio che invecchia, siamo un gruppo che si impreziosisce perché attraverso il servizio sappiamo trasformare la fragilità in forza”.
Nell’intervento del capogruppo non sono mancati riferimenti al trascorrere inesorabile del tempo (“anche nella nostra associazione non mancano le cicatrici: i soci che non ci sono più, le fatiche quotidiane, i nostri possibili errori organizzativi”) ma anche alle molteplici attività proposte dal gruppo Ana nel corso del 2025. “Quello trascorso - ha affermato - è stato un anno di fatti concreti. Abbiamo cercato di onorare il nostro cappello traducendo i valori alpini in gesti per la comunità e non soltanto. Il nostro impegno si è rivolto innanzitutto alla fragilità e alla vicinanza: siamo orgogliosi del sostegno alle associazioni che si occupano di disabilità e di aver donato sorrisi e compagnia agli anziani attraverso pranzi e momenti di svago che combattono la solitudine e scaldano il cuore”.
Poi un accenno a un’iniziativa particolarmente significativa che ha visto le penne nere in prima linea. “Di recente - ha ricordato Bianchi - abbiamo colmato un vuoto importante: Rongio era sprovvisto di un presidio salvavita e il nostro Gruppo ha voluto porvi rimedio offrendo alla frazione un nuovo defibrillatore, sperando che non debba mai servire ma con la consapevolezza che ora la comunità è più protetta”. E guardando al 2026 iniziato da neppure due mesi l’annuncio che in collaborazione con il Soccorso degli alpini a tutti i mandellesi che taglieranno quest’anno il traguardo della maggiore età verrà offerta la possibilità di frequentare un corso per l’utilizzo del defibrillatore. “Vogliamo che i nostri ragazzi diventino cittadini attivi e preparati, capaci di salvare una vita - ha spiegato il capogruppo - E’ il nostro modo di dire loro che gli alpini credono nei giovani e nel loro senso di responsabilità e se dovesse avere il successo che auspichiamo l’iniziativa potrebbe avere un seguito anche per gli anni futuri”.
Quindi il riferimento a un altro progetto che sta a cuore alle penne nere, ossia il rifugio “Mandell bass” che sta sorgendo nella Rubi Valley in Nepal. “Lo sguardo di Mandello Lario si sta spingendo fino alle vette più alte del mondo - ha osservato Claudio Bianchi - e il nostro supporto non è stato soltanto economico ma tecnico e burocratico: abbiamo dato una mano per agevolare lo smistamento dei fondi destinati appunto alla costruzione del rifugio, sostenendo un progetto che unirà idealmente le nostre Grigne alle vette del Nepal nel segno della solidarietà”.
Quindi altri riferimenti alle iniziative destinate a contrassegnare il 2026 degli alpini (“Riproporremo tutte le nostre attività tradizionali: i momenti ludici, le raccolte di fondi e quel sostegno silenzioso ma costante agli anziani e a chi vive in condizioni di fragilità. Questi non sono semplici appuntamenti in calendario, ma la nostra missione quotidiana tra la gente di Mandello”) e l’annuncio che il 2027 sarà l'anno del centenario del Gruppo alpini di Mandello: “Cento anni di storia, cento anni di penne nere a Mandello, cento anni di fatiche e di gioie condivise sono un traguardo che merita onore. Sono già allo studio iniziative che si svilupperanno durante l’arco dell’anno, eventi che non soltanto celebrino il passato ma proiettino il nostro spirito nel secondo secolo di vita del Gruppo”. “Pianificare il centenario non è un compito per pochi ma un cantiere aperto a tutti - ha affermato ancora il capogruppo - Avremo bisogno delle idee, delle braccia e del cuore di ogni socio e di tutti gli amici. Il 2026 sarà così l’anno della semina, affinché il 2027 sia l’anno di un raccolto proficuo per noi e per tutto Mandello”.
Infine un auspicio: “Per questo 2026 il mio augurio è che possiamo continuare a “far bene”. Non cerchiamo la perfezione, cerchiamo piuttosto la fedeltà ai nostri valori”.
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