lunedì 8 luglio 2019

“S… punti di jazz a Varenna”. Tre concerti tra luglio e inizio agosto


Arrigo Cappelletti

“S… punti di jazz a Varenna”. Il primo di una serie di tre appuntamenti, proposti dall’amministrazione comunale della “perla del Centrolago”, è  per domenica 14 luglio alle ore 21.15 in piazzetta al Prato.
Tangos
Orquesta Minimal flores del alma y Annamaria Musajo
Annamaria Musajo - voce
Stefano Zicari - pianoforte
Piercarlo Sacco - violino
Franco Finocchiaro - contrabbasso
Annamaria Musajo
Annamaria Musajo, la più grande interprete di tango in Italia, propone un recital emozionante insieme all’Orquesta Minimal flores del alma, gruppo che calca le scene europee da oltre dieci anni.
La straordinaria simbiosi artistica di questo incontro, che non si può dire occasionale, realizza un progetto in cui il tango è restituito nella sua verità attraverso un ventaglio cangiante di emozioni che si alterna nelle diverse atmosfere suscitate durante lo spettacolo.
Tangos antichi e dell’epoca d’oro, vals, milongas e composizioni degli autori contemporanei di Buenos Aires promettono un viaggio indimenticabile.
Domenica 21 luglio, ore 21.15, piazza San Giorgio
Birth of the cool
Flight band diretta da Biagio Coppa (Feat: Gabriele Orsi)
Maurizio Modica - Tromba
Aldo Mariani - Sax soprano
Francesco Gilio - Sax alto
Paolo Branzaglia - sax tenore
Riccardo Mestroni - sax baritono
Gabriele Orsi - chitarra
Giuseppe Fiorito - piano
Chicco Carrara - basso elettrico
Gino Natalicchio - batteria
Biagio Coppa - arrangiamenti e direzione.
Una rilettura del celebre album di Miles Davis a 70 anni dall’uscita.
La Flight project ripropone la partitura originale di Birth of the cool, lasciandone intatto lo spirito compositivo, ma allo stesso tempo alterandone e rimescolandone alcuni elementi linguistici e strutturali.
Il progetto parte dalla trascrizione realizzata dalla Flight per adattare all’organico della Flight band la partitura originaria dello storico album di Miles Davis, registrato tra il 1949 e il 1950 per la Capitol con un gruppo di nove musicisti, tra i quali Max Roach, Lee Konitz, John Lewis, Gerry Mulligan. Di quest’ultimo erano la maggior parte degli arrangiamenti, oltre che di Lewis e Gil Evans.
Il successivo lavoro di concertazione, portato avanti sotto la guida di Biagio Coppa, tiene conto di esperienze storiche come quelle delle big band cosiddette ‘non tradizionali’ che vanno dalla Sun-Ra Orkestra alla Liberation Orchestra, o dei diversi gruppi condotti da Gil Evans e, più recentemente, da Butch Morris e Carla Bley, congiuntamente a moderne tecniche di direzione d’orchestra, come quella del sound painting, che danno modo a Coppa di lasciare ampio sfogo al gusto per la “variazione” intesa nel suo senso più ampio.
In questa modalità di conduzione, infatti, il band leader controlla il flusso degli eventi musicali con precise indicazioni gestuali, lasciando ad ogni musicista la scelta del materiale da suonare. Nell’adozione di tale tecnica di direzione, il significato del gesto acquista una sua consapevole non-univocità, privilegiando però solo alcuni parametri (dinamica, sequenzialità, alternanza, continuità) rispetto ad altri più ‘tradizionali’ e prevedibili, almeno nella nostra cultura.
Il lavoro (re)interpretativo condotto in tal modo trova massimo spazio (ma non solo) nei momenti di introduzione: veri e propri ‘preludi’ a ciascuno degli undici brani, dove la creatività, la capacità di interagire e - perché no - di divertirsi della Flight sa proporre situazioni, ritmi, groove, giochi tematici che preludono al tema vero e proprio che seguirà, mettendo mano a tutte le possibili soluzioni che da sempre hanno caratterizzato l’arte della variazione e dell’improvvisazione nella tradizione musicale, quella della cultura europea, e non solo.
Le situazioni di improvvisazione collettiva, alternate ai momenti di improvvisazione solistica e con passaggi esecutivi di fedele adesione al testo, concorrono a proporre all’ascoltatore, a distanza di cinquant’anni, ciò che probabilmente rappresentò all’epoca “Birth of the cool”: un’operazione di ‘ricapitolazione’ delle diverse anime del jazz, il quale affondava sì le radici più profonde in terra d’Africa, ma avvalendosi della mediazione di strumenti, e quindi di tecnica, e di impianto formale oltre che linguistico, di provenienza europea ‘colta’.ù
A distanza di settant’anni, un’analoga ricapitolazione viene ritentata, cercando di tener presente quanto è accaduto frattanto nel panorama della musica afro-americana.
Carlo Maria Nartoni
Domenica 4 agosto doppio appuntamento: ore 19 e ore 21.15, Villa Cipressi
Tra Europa e Africa
Carlo Maria Nartoni - pianoforte
Arrigo Cappelletti - pianoforte
Doppio appuntamento per piano solo per ripercorrere il pianoforte nel jazz.
Brani originali alternati a improvvisazioni libere. Se si dovesse trovare un titolo si potrebbe dire “Un viaggio sonoro nel vasto mondo dell’improvvisazione” o “Alla scoperta dell’istante”.
In ogni caso la doppia performance vuole essere un omaggio all’Africa e all’Europa nel comune denominatore che è stato ed è il jazz, musica nata in America.
In caso di maltempo i primi due eventi si terranno presso la sala polifunzionale “Rosa e Marco De Marchi” in via Roma a Varenna.
“S…punti di jazz a Varenna” vuol essere una piccola rassegna di musiche con forte impronta jazzistica, all’interno della consueta rassegna musicale che anima l’estate vrennese. Il titolo indica anche la proposta di far tenere i tre concerti in altrettanti punti della città.
Il jazz, storicamente sviluppatosi come musica di incontro tra continenti diversi, è entrato ormai a pieno titolo in ogni rassegna musicale.
Direzione artistica Flight band (Arrigo Cappelletti, Giuseppe Fiorito, Raffaele Modini). Ingresso libero.

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