12 settembre 2021

Scrive da Trieste: “La nuova “V100 Mandello” della Guzzi, più la osservo e più mi piace”

“Voglio rendere giustizia a un progetto che apre le porte a nuove tecnologie applicate alle due ruote”



Triestino, grande appassionato di motociclismo e guzzista doc, Matteo Lenarduzzi ci invia lo scritto che di seguito pubblichiamo:

La Guzzi c’è, è viva e torna a volare. La breva, il caratteristico vento che soffia costante sulle acque del Lago di Como, ha portato grandi novità in questi giorni a Mandello Lario. E questa volta pare che la Piaggio faccia sul serio e non siano soltanto parole lasciate… al vento. A confermarlo è lo stesso sindaco Riccardo Fasoli, che racconta ciò che il gruppo Piaggio intende fare per onorare i 100 anni della Guzzi e rilanciare il marchio da qui al 2025.

Sono tre i punti fondamentali. Innanzitutto la tanto attesa riqualificazione dello stabilimento, che verrà totalmente rinnovato con tanto di centro visitatori, area di incontri tra appassionati e progettisti del marchio, un ristorante e un albergo.

Il progetto del designer Greg Lynn è qualcosa di avveniristico, rispettando la parte storica degli edifici ma evolvendo gli spazi e le aree a concetti moderni sia per la parte industriale sia per quella destinata la turismo.

Il secondo punto è un nuovo polo museale che ospiti le storiche moto della Guzzi totalmente restaurate. E la promessa è che sarà finalmente sempre aperto.

Il terzo punto è la moto del centenario. Ed ecco presentata la “V100 Mandello”. Ora, come ogni nuova Guzzi che viene presentata per la prima volta, sarebbe facile criticare il mezzo senza averlo visto e provato dal vivo.

Io ero stato il primo, appena vista la prima fotografia, a chiedermi da quale sottoscala avessero riesumato quella linea anni Novanta e quel motore che a prima vista mi ricordava il VA-10 esposto al museo Guzzi da vent’anni. E avevo avuto modo di criticare anche il gruppo Piaggio per la sua poca convinzione nel marchio alato italiano.

Ma questa volta sono qui a chiedere scusa e a rendere giustizia a un progetto che apre le porte a nuove tecnologie applicate alle due ruote. Più osservo la moto e più mi piace!



Guardando le immagini della presentazione statica della nuova V100, in assenza di una scheda tecnica si può capire che Piaggio ha messo il meglio che aveva in casa su questa moto. E’ un progetto totalmente Aprilia con una carenatura che ricorda un monoscocca, cosa inedita.

Sospensioni Ohlins semiadattative davanti e dietro con generosi freni Brembo, un cardano senza asta di reazione che termina con una fantastico cerchio da 17” mono dado con una generosa gomma da 190 mm. La linea posteriore della moto è particolarmente azzeccata e dà alla moto un tocco di eleganza, pulizia delle linee e forte richiamo alla sportività.

L’ergonomia della sella è da moto da turismo, con un manubrio alto e largo e pedane ben disposte per una posizione comoda e eretta. Bellissimo lo schermo a colori TFT ripreso dalla nuova Tuareg, probabilmente da 6 o 7 pollici.



I blocchetti elettrici di derivazione Aprilia lasciano intendere che questa moto sarà equipaggiata con le migliori tecnologie di bordo come il traction control, connessione bluetooth, connessione al navigatore Gps, ABS cornering, ride mode e tanto altro.

La linea del design è totalmente innovativa, una vera crossover, con un ampio fanale dove spicca il DRL a forma di aquila.

Questa moto mostra per la prima volta al mondo un sistema automatizzato di gestione dell’aerodinamica con un cupolino e due ali ai fianchi della moto che si regolano elettronicamente in funzione della velocità.

Il motore è totalmente nuovo e rappresenta il futuro Guzzi. Raffreddamento a liquido, nuove teste con scarico laterale e aspirazione frontale. Un motore capace, secondo voci di corridoio, di circa 120 cv.



Capite bene che questa motocicletta rappresenta i 100 anni di Guzzi ma soprattutto ne rappresenta il futuro, è un concentrato di tecnologia e si vede che chi ci ha lavorato è stato attento ai minimi dettagli e ha lavorato con passione.

A mio avviso la V100 non costerà poco. Offre tanto, quindi avrà un prezzo che si aggirerà sui 16 o 17.000 euro. Una fascia di prezzo dove la concorrenza è agguerrita e la Guzzi dovrà farsi valere.

Queste le novità per Moto Guzzi da parte di Piaggio, ma leggendo tra le righe c’è ancora da dire qualcosa che mi fa ben sperare. Piaggio finalmente ha capito il potenziale di questo marchio e del suo territorio. Questa è la vera notizia e a confermarlo sono le parole del sindaco e di vari imprenditori della zona che nell’ultimo anno hanno visto girare per Mandello i colletti bianchi di Pontedera, hanno visitato le realtà locali e l’indotto che ruota intorno alla Guzzi, tutte aziende di primaria importanza, alcune a livello mondiale per eccellenza.

Perché Mandello e la Moto Guzzi sono una sola cosa, sono cresciute assieme. Quando è arrivata la fabbrica di motociclette, a Mandello la gente - fino ad allora pescatori e contadini - ha colto l’opportunità di diventare imprenditori, rimboccandosi le maniche e lavorando sodo, fornendo tutta la componentistica necessaria alla Guzzi, sia nel reparto corse sia nella produzione stradale.

E quando la Guzzi ha subìto un declino, anche in tempi recenti, è stato proprio l’indotto a restituirle qualcosa, tenendola in vita e permettendole di continuare a vendere le sue motociclette anche in poche unità.



Il gruppo Piaggio ha capito e apprezzato il valore in campo di queste realtà industriali pronte a nuove sfide e ha deciso di continuare la sua collaborazione lasciando (e rinnovando) la fabbrica nel suo territorio storico, confortata anche dal successo di vendite della V85 TT e della V7 850.

Tutto, della Guzzi, è a chilometro zero: ogni componente è fatto da qualche impresa che opera a pochi metri dalla sede di via Parodi. Moto e motori vengono assemblati a Mandello e il gruppo Piaggio con questi investimenti promessi garantirà altri cento anni di lavoro alla Guzzi e al territorio mandellese, zona non soltanto ricca di  tecnologia e di fabbriche ma anche immersa in un contesto paesaggistico unico per bellezza.

Grazie alla Piaggio la Guzzi ha messo le ali ed è tornata a volare!

Matteo Lenarduzzi (Trieste)

7 commenti:

  1. Il tuo articolo mi ha veramente commosso hai colto nel segno tutti i punti focali di questa vecchia azienda che si rinnova e ancora una volta insegna al mondo come si costruiscono le moto la Guzzi ha un anima e la nuova nata ne è un suo alito come si può paragonare una moto giapponese senza un identità a un prodotto così ??????
    Il gruppo Piaggio ha colto nel segno ridando fiato a questo storico brand che non meritava di finire i suoi giorni nell' oblio
    Grazie per questa stupenda notizia

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  2. Bella, poi vorrei vedere una nuova California

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  3. Da ex Guzzista, ovviamente non pentito, dalle foto vedo che la V100 è bellissima. Spero una cosa, che il rumore del motore sia piu Soft. Ritengo, infatti, che il rumore del motore delle BMV, che tanto se ne vedono in giro purtroppo, sia uno dei suoi punti di forza.
    Auguri.
    Salvatore Fasamo
    Monteroduni IS - MOLISE

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    1. https://youtu.be/74sfTlKsDYQ


      Qui puoi ascoltare la moto accesa e farti un'idea della tonalità di scarico che fa.

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    2. Rumore ????? Il bicilindrico a V di Mandello ha un suono stupendo come mai stopparle è da criminali x allinearle ad altre .

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  4. signori, mio padre ha una guzzi 500 del'39 tre marce a mano, lui ora è ultraottantenne, ma non vuole darmela perchè ha paura che faccia un incidente
    una volta, a 19 anni ho preso di nascosto la moto dal garage e, con un mio amico abbiamo fatto un giro. Ragazzi andava ancora a 110 all'ora e effettivamente la frenata era "lunga" ma ragazzi!! il motore urlava e in scalata aveva degli scoppi fantastici dalla marmitta a sogliola. ci siamo fermati ad un bar.....la gente veniva ad ammirarla ci facevano i complimenti ed erano stupiti che 2 ragazzi avessero una Guzzi storica non vi dico la messa in moto con il contraccolpo e le pulsazioni al minimo, sembrava che respirasse...non lo dimentichero' mai!

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