martedì 27 agosto 2019

Clooney “guarda” a Lierna? Il sindaco di Laglio: “George no, quel ramo no…”

George Clooney, proprietario a Laglio di Villa Oleandra.
(C.Bott.) Solo e soltanto voci, ma l’ipotesi che George Clooney possa “tradire” la sponda comasca del Lario per approdare su quella lecchese agita comunque... le acque.
Futura dimora italiana del celebrato attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense sarebbe Lierna e così Roberto Pozzi, sindaco di Laglio, il piccolo comune affacciato sul Lago di Como dove sorge Villa Oleandra, di proprietà come noto proprio di Clooney, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook uno scherzoso ma certamente singolare post.
Nel testo, oltre a lanciare l’allarme per la possibile “fuga” del bel George, il primo cittadino, 66 anni, riaccende il campanilismo tra la sponda comasca e quella lecchese del Lario.
“George no! Quel ramo no… - premette Pozzi - Scriveva l’autore: “Quel cielo di Lombardia, così bello quand’è bello, così splendido, così in pace…”. Come si sa il Manzoni ambientava il suoi Promessi sposi, romanzo italiano più famoso all’estero, in quel ramo che volge a mezzogiorno. L’avesse ambientato nel ramo “giusto”, “così bello quando è bello” sarebbe probabilmente suonato: Sempre bello, anche quando è brutto”.
“Si scherza, fratelli lecchesi, si fa per scherzare - aggiunge il sindaco di Laglio - ma la notizia che il “nostro” George Clooney sia interessato a spostare la residenza in qualche magione liernese ci fa trasecolare. Orbene, dobbiamo metterlo in guardia dal commettere irreparabili errori. Con tutta l’amicizia e l’amore per le adiacenti acque lariane”.
E ancora: “Ma la poesia, i colori, i suoni, le atmosfere, la magìa di quel tratto di lago che scorre dall’assonnata Como alla furba Tremezzina non sono riproducibili altrove. La brezza leggera della breva e il solletico generoso del tivano. Lo sguardo corrucciato o limpido della luna dal Monte Piatto, che risplende sulla Pliniana. Le ville affacciate a far gara di austerità, semplicità e profumi. Il rigore geometrico dei loro giardini all’italiana”.
Poi le ultime considerazioni: Quelle voci che da Pognana, liti tra fidanzati o pianto di bimbo o musica antica, si adagiano stanche sul giardino dell’Oleandra. E quelle acque così meteoropatiche da assumere tutte le gradazioni di un cielo bruegeliano solo qui, George. Solo qui. E i ricordi, George, i ricordi, lì dov’erano vagiti, valgono più della privacy di una foto rubata. L’Oleandra respira storia. Vera. Ma sarà... Sarà quel che sarà”.

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