mercoledì 1 maggio 2019

“Umbre de muri”. Molteni, Fumagalli e D’Auria interpretano Fabrizio De Andrè


Concerto sabato 4 maggio alle 21 nel chiostro del complesso di San Calocero a Civate

Fabrizio De Andrè
(C.Bott.) Sono passati vent’anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè. Era infatti il gennaio 1999 quando il mondo della musica perdeva uno tra i suoi più geniali interpreti.
Umbre de muri muri de mainé, dunde ne vegnì duve l’è ch’anè. Inizia così Creuza de mä, l’undicesimo album del grande cantautore italiano pubblicato nel 1984. E Umbre de muri è anche il titolo dello spettacolo che si terrà sabato prossimo, 4 maggio, nel chiostro del complesso di San Calocero a Civate (accesso da piazza Antichi padri).
Con inizio alle ore 21 e ingresso libero, a esibirsi saranno tre interpreti i cui nomi e la cui attività artistica sono garanzia e sinonimo di eclettismo e professionalità. Si tratta di Giulia Molteni pianoforte e voce, Ranieri “Ragno” Fumagalli flauti e ocarine, Francesco D’Auria percussioni.
Umbre de muri - si legge nella scheda di presentazione dello spettacolo - è un tema che si snoda nelle periferie umane e prende forma attraverso le canzoni di De Andrè. Le ombre di facce sono quelle degli ultimi, vittime di ingiustizie. Le ombre di facce cantate da Fabrizio sono le stesse che passano sotto i nostri occhi senza che ce ne accorgiamo. Sono quelle che intravediamo su una pagina di giornale o di sfuggita alla televisione. Esse ritrovano così dignità nelle canzoni di un poeta di poche parole… ma quelle giuste, che fanno bene al cuore”.
Pianista di formazione accademica, unendo le sonorità della tradizione classica, del jazz e della musica popolare Giulia Molteni si è confrontata con generi musicali diversi in qualità di solista e accompagnatrice. Il suo approccio al pianoforte, e alla musica in generale, è una continua sperimentazione in cui integra l’attività professionale con la sua passione per il canto, il ballo e le discipline olistiche.
Dopo essersi laureata in Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele ed essersi diplomata in pianoforte (I e II livello ) a Milano con il massimo dei voti presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” e la Scuola civica jazz, ha intrapreso un percorso professionale e personale che unisce alla pratica pianistica la dedizione per l’educazione musicale.
Si è interessata al mondo della musicoterapia orchestrale lavorando con bambini e adulti disabili presso l’Associazione Esagramma di Milano e ai progetti musicali didattici ispirati al Sistema orchestrale infantile e giovanile venezuelano.
La passione per gli strumenti a fiato e in particolare per quelli a riserva d’aria (cornamuse) ha portato nel 1985 Ranieri “Ragno” Fumagalli a conoscere il baghet, la cornamusa delle valli bergamasche, più comunemente conosciuta con il nome di piva. In quegli anni ha suonato con i Magam e dalla collaborazione con la cantante francese Mireille Ben è nato il concerto “Musiche per il Natale”, con repertorio tradizionale italiano e francese.
Nel 1988 è stato uno dei fondatori di Bandalpina, vera e propria orchestra folk di 20 elementi che raccoglie musicisti provenienti dalle province di Brescia, Como, Milano, Lecco e Bergamo e dal Canton Ticino. Con Bandalpina partecipa ad alcuni tra i più importanti festival folk europei con concerti in Spagna, Francia, Belgio, Svizzera, Austria, Ungheria e Italia.
Dal 1998 ha partecipato all’esperienza G.O.A. - Grande Orchestra delle Alpi, insieme strumentale di una sessantina di elementi provenienti da tutto l’arco alpino con un variegato repertorio di musiche originali delle Alpi. Ha partecipato inoltre - tra il 1998 e il 2000 - all’inusuale esperienza “L’alphorn e il baghet”, incontro tra la musicalità del baghet e l’affascinante suono del corno delle Alpi svizzero.
Nel 1999 ha iniziato la collaborazione con il cantautore laghée Davide Van De Sfroos, con il quale si è reso protagonista nel 2000 di un’intensa attività concertistica. Dal 2001 membro del gruppo folk-rock “I Luf”.
La sua cornamusa è stata strumento solista nel concerto “Natale in Vaticano” trasmesso in  mondovisione da Canale 5 dall’Aula Paolo VI in Vaticano.
Degna di nota la collaborazione con Fausto Caporali, organista titolare del duomo di Cremona, con il quale ha suonato alla fine del 2007 nel concerto “Sogno di Natale”.
Batterista-percussionista-compositore, Francesco D’Auria ha iniziato gli studi musicali nell’ambito delle scuole jazz dell’area milanese frequentando i corsi di batteria con Enrico Lucchini, Giancarlo Pillot e Carlo Sola. In seguito è stato allievo di Roger Robertson e Tullio De Piscopo, ha partecipato a stage con Elvin Jones e Paul Motian.
Ha collaborato con diversi musicisti, partecipando a importanti Festival in Italia e all’estero.
Ha compiuto gli studi classici diplomandosi in Strumenti a percussione presso il Conservatorio “Verdi” di Milano e si è diplomato in Musica jazz al Conservatorio “Boito“ di Parma. Nel 1995 si è recato negli Stati Uniti, dove ha studiato con Skip Hadden al “Berklee College of music” di Boston.
Parallelamente all’attività concertistica si dedica alla didattica. E’ docente della cattedra di batteria e percussioni jazz al Conservatorio di Milano.
L’iniziativa del concerto di sabato 4 maggio è dei Comuni di Civate e Valmadrera e della Fondazione Casa del cieco “Monsignor Edoardo Gilardi”.

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