mercoledì 7 agosto 2019

Monsignor Fasani ad Abbadia: “Don Vittorio ha il profumo dell’umanità”


di Claudio Bottagisi
Lo scorso anno era giunto ad Abbadia Lariana il giorno della festa patronale, il 10 agosto. E durante la messa aveva detto, parlando di don Vittorio Bianchi: “Sa buttare il cuore in mezzo alla gente, come dovrebbe fare ogni sacerdote”.
Nel tardo pomeriggio di ieri monsignor Bruno Fasani, prefetto della Biblioteca capitolare di Verona e direttore responsabile della rivista dell’Ana L’Alpino, è tornato sul Lario a pochi giorni dalla ricorrenza liturgica di San Lorenzo proprio per salutare il parroco, prossimo come noto a lasciare Abbadia dopo nove anni, destinazione Visgnola di Bellagio.
Con monsignor Fasani c’erano loro, gli alpini del gruppo di Mandello, legati a don Vittorio da un vincolo di schietta quanto sincera amicizia.
E lui, il parroco, introducendo la celebrazione eucaristica ha subito ringraziato don Bruno “per essere arrivato da Verona appositamente per me”. “Del resto persone così - ha aggiunto - per amicizia fanno questo e altro”.
Quindi il grazie agli alpini, “portatori di valori che abbiamo il dovere di salvaguardare in un mondo che, oggi più che mai, ha bisogno di loro e dei loro ideali”.
“Non mi è costato venire sul vostro lago da Verona - ha detto al termine della cerimonia monsignor Fasani - anzi sono volato qui con il cuore perché ci sono persone, e don Vittorio è tra queste, con le quali è immediato, dopo averle conosciute, sentirsi fratelli”.
“Da subito - ha aggiunto - ho sentito il profumo della sua umanità e sono rimasto edificato dal suo modo di essere prete. Ecco perché credo che don Vittorio mancherà a questa comunità. Noi però siamo tutti viandanti, siamo perennemente in esodo e la nostra vocazione è una chiamata continua e ci evita il rischio di “fare il nido” in un unico luogo e magari di adagiarci”.
“Siamo come le sementi - ha detto ancora don Bruno - trasportate dal vento un po’ qua un po’ là, ma alla fine destinate a fruttificare”.
Poi l’ultimo messaggio, rivolto sempre a don Vittorio: “Se è vero che mancherai a questa comunità, sono però felice per chi ti incontrerà, perché chi sa amare quando cambia destinazione apre nuove porte. E poi per te io e gli amici alpini ci saremo sempre”.
Spazio quindi alla lettura della preghiera dell’alpino da parte di Ermes Gaddi, già capogruppo dell'Ana mandellese, che ha successivamente rivolto a don Vittorio l’indirizzo di saluto delle penne nere.
“Grazie per tutto quello che hai fatto per il nostro gruppo - ha detto - e per essere stato sempre disponibile e sensibile nei nostri riguardi, elogiandoci e incitandoci a portare sempre avanti i sacri valori dell’associazione”.
“Ti facciamo tanti auguri per il tuo nuovo incarico - ha aggiunto - che sicuramente svolgerai con la bontà, l’impegno e la costanza che ti hanno sempre contraddistinto”.
Infine la consegna al parroco, in segno di riconoscenza, dell’orologio da polso dell’Ana, accompagnato da un ideale messaggio: “Te lo lasciamo come ricordo così, guardando l’ora e vedendo il nostro simbolo, ci porterai sempre nel tuo cuore”.
E nella chiesa di San Lorenzo alpini e fedeli hanno applaudito.
Nel servizio fotografico di Claudio Bottagisi, le immagini della messa e del saluto degli alpini e di monsignor Bruno Fasani a don Vittorio Bianchi.
Monsignor Bruno Fasani con il sindaco di Abbadia, Roberto Azzoni.

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