domenica 26 aprile 2020

Andrea Panizza: “Le Olimpiadi nel 2021? Mi farò trovare pronto, voglio esserci”

Il ventunenne mandellese, già campione del mondo di canottaggio, affronta queste settimane di emergenza sanitaria allenandosi nella sua casa di Olcio
Andrea Panizza in allenamento nella sua casa a Olcio di Mandello.
di Claudio Bottagisi
Doveva essere l’anno delle Olimpiadi, doveva essere - quella del 2020 - l’estate dei sogni per tutti gli atleti chiamati a prendere parte ai Giochi di Tokyo. Dovevano essere, questi, i mesi primaverili in cui impostare strategie e mettere a punto la preparazione in vista proprio del grande appuntamento programmato dal 24 luglio al 9 agosto. Niente di tutto questo. E’ l’anno del Covid-19, dell’emergenza sanitaria che ha fatto saltare o, nella migliore delle ipotesi, rinviare (è il caso ad esempio appunto della kermesse olimpica) praticamente tutti gli eventi in calendario a iniziare da quelli sportivi, senza esclusione di disciplina.
Doveva essere l’anno di Andrea Panizza, ventunenne vogatore di Mandello Lario capace di vincere nel 2018 a Plovdiv, in acque bulgare, il titolo mondiale di canottaggio con il “quattro di coppia” e di conquistare, nello stesso anno, l’oro ai campionati europei, con lo stesso armo e il medesimo equipaggio, di cui facevano parte anche Filippo Mondelli, Luca Rambaldi e Giacomo Gentili.
Covid-19 a parte, già a inizio anno il destino aveva deciso che insieme, quei “magnifici quattro”, in Giappone non ci sarebbero andati.
Era gennaio, infatti, quando a fermare il venticinquenne comasco Mondelli fu una patologia ossea che nelle settimane successive l’avrebbe costretto a sottoporsi a un intervento chirurgico per l’asportazione di un osteosarcoma alla gamba sinistra.
Addio Tokyo, per lui, che in un’intervista spiegava: “I miei progetti sono cambiati. Doveva essere l’anno dei Giochi, di una medaglia da provare a vincere insieme ai miei compagni e invece è tempo di un’altra sfida. La vittoria sull’osteosarcoma sarà la mia Olimpiade”.
L’operazione, poi vari cicli di chemio e lui, Filippo, quella battaglia la sta in effetti vincendo, ma a spezzare per quest’anno i giustificati sogni di gloria anche di Rambaldi, Gentili e Panizza ha pensato il virus, quel nemico invisibile contro cui tutti stanno tuttora combattendo.
Niente Olimpiadi, niente gare, niente trasferte. E naturalmente nessun raduno. Soltanto allenamenti dentro casa in queste settimane di lockdown e di distanziamento sociale. “Non ci voleva proprio”, dice Andrea, che nella sua casa in frazione Olcio mamma Agnese e papà Fiorenzo si erano abituati a vederlo sì e no una settimana al mese. E già di questi tempi Panizza avrebbe dovuto allenarsi a Sabaudia per poi raggiungere Piediluco e da lì, indicativamente a metà luglio, partire alla volta del Giappone.
A Sabaudia Andrea, tesserato sia per il Gruppo sportivo Fiamme gialle sia per la gloriosa Canottieri Moto Guzzi, si trovava anche prima della pandemia. E prima dell’emergenza. “Sono rientrato a Mandello a metà marzo - spiega l’atleta mandellese, che lo scorso anno sempre ai Mondiali, sempre nel “quattro di coppia” e sempre con Mondelli, Rambaldi e Gentili si era aggiudicato la medaglia di bronzo - e da subito ho voluto iniziare ad allenarmi per non perdere comunque la forma e la condizione. A casa ho il remoergometro e i rulli, poi ci sono i pesi. Insomma, riesco a dedicare ogni giorno due o tre ore agli allenamenti e in questa fase direi che va bene così, anche se prima dell’emergenza le ore riservate alla preparazione erano anche il doppio”.
Ma i risultati sono quelli auspicati? “All’inizio no - risponde senza mezzi termini Panizza, che svolge attività agonistica dal 2009 - e capivo che stavo pagando questa nuova situazione. I valori non erano buoni, non erano i miei. Poi fortunatamente le cose sono cambiate e adesso va decisamente meglio”.
Resta l’incognita del futuro, per lo meno di quello prossimo, perché a un atleta come Andrea le gare mancano, eccome! “Io solitamente soffro i mesi invernali - dice - quelli in cui l’attività agonistica è ferma. Così, quando si avvicina la fine della stagione fredda, non vedo l’ora di ripartire e quest’anno c’è stato il tempo per disputare soltanto una regata prima che la pandemia fermasse anche il canottaggio”.
Fortuna vuole che la Federazione abbia pensato a progetti motivazionali e di community rivolti agli atleti, tra i quali il Tuesday & friday Covid meeting, che dà modo anche a Panizza di cimentarsi in utili sessioni di allenamento, interfacciandosi con i tecnici e con lo staff della Nazionale.
Una serie di appuntamenti bisettimanali per remare da casa insieme, nel segno dello slogan - che poi rispecchia fedelmente la filosofia operativa dell’iniziativa - “Distanti ma uniti”.
Le Olimpiadi, si è detto. In un primo tempo si era ipotizzato di rinviarle al prossimo autunno. “Personalmente avrei preferito - dice Panizza - Stavo bene e avrei comunque potuto proseguire la preparazione in vista di quell’importante appuntamento, poi però, considerato soprattutto quanto accaduto al mio compagno di barca Filippo, ho accolto favorevolmente la decisione di rinviare i Giochi esattamente di un anno. Imposteremo nuovamente la preparazione per quella scadenza e per luglio 2021 ci faremo trovare pronti, ne sono certo”.
A proposito di rinvii. Andrea - che ha due sorelle (Elena e Alessandra) e un fratello (Giacomo) - è esplicito anche sulla ventilata ipotesi che il calcio possa ripartire fin dal prossimo mese di maggio. “Alla luce della situazione che stiamo tuttora vivendo - ammette - non mi sembrerebbe una scelta particolarmente sensata”.
Ma lui il suo obiettivo l’ha bene in mente: farsi trovare pronto tra poco più di un anno, quando il Covid-19 sarà stato sconfitto e si potrà celebrare quella grande festa dello sport chiamata Olimpiade.



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