24 aprile 2020

Sacerdoti valtellinesi si mobilitano per sostenere il “Morelli” di Sondalo

Aggiungendo a una mensilità dello “stipendio” le offerte dei laici sono stati raccolti 50mila euro
Una mensilità del proprio “stipendio” da sacerdoti per sostenere l’ospedale “Eugenio Morelli” di Sondalo e acquistare materiale sanitario indispensabile per fronteggiare l’emergenza Covid-19.
L’idea era venuta a don Augusto Bormolini, vicedirettore della Caritas diocesana di Como e parroco di Tresivio. “Dopo uno scambio di idee tra preti - spiega don Augusto - non solo ho trovato immediato appoggio ma, insieme, abbiamo pensato di riproporre, per la modalità di raccolta, quella con cui nacque nel 2009, in diocesi di Como e non solo, il Fondo diocesano di solidarietà famiglia-lavoro”.
Un nuovo consulto via telefono tra confratelli, l’invio di una e-mail esplicativa del progetto a firma del vicario episcopale per la Valtellina e la Valchiavenna, don Andrea Salandi, e il meccanismo è partito.
La risposta è stata generosa e immediata: è stata raggiunta quota 50mila euro e alle mensilità sacerdotali si sono aggiunte offerte spontanee di numerosi laici che, venuti a conoscenza dell’iniziativa, hanno deciso di dare a loro volta un proprio contributo.
Il dottor Simone Del Curto.
Le offerte sono state fatte confluire sul conto corrente della Caritas, per assicurare trasparenza e massima efficacia all’intera operazione. Il medico di riferimento per la raccolta fondi è il dottor Simone Del Curto, anestesista rianimatore in pensione, rientrato in corsia per aiutare a fronteggiare l’emergenza coronavirus.
“Siamo riusciti a coprire il costo di una macchina all’ozono per la sanificazione degli ambienti”, osserva don Augusto. La spesa è di poco inferiore ai 10.000 euro.
“Considerata la disponibilità economica - aggiunge - abbiamo chiesto che i medici ci indichino altre necessità urgenti dell’ospedale”.
Ma da cosa è nato questo progetto? “A Sondalo - risponde don Augusto - i pazienti ricoverati sono i parrocchiani delle nostre comunità e i reparti accolgono anche alcuni confratelli sacerdoti. Sappiamo che le difficoltà sono molteplici e ci è sembrato giusto impegnarci per sostenere l’ospedale. Avvertiamo la preoccupazione della gente e, come preti, ci sentiamo coinvolti dagli affanni delle persone”.

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