giovedì 30 aprile 2020

L’arte al tempo del coronavirus. Ecco le "città d’oro" del mandellese Gerardo Gaddi


Il mandellese Gerardo Gaddi nel suo studio in via Dante.
(C.Bott.) L’arte al tempo del coronavirus. Quando cioè è possibile trasformare le settimane di forzato lockdown e di distanziamento sociale in utili occasioni per dedicare impegno, fantasia e creatività appunto all’arte e, nello specifico, al disegno.
A sfruttare fino in fondo questa preziosa opportunità di dedicare molte più ore alla sua grande passione, appunto il disegno, è stato il mandellese Gerardo Gaddi, che proprio dall’emergenza e dalle incognite che si sono inevitabilmente accompagnate alla diffusione della pandemia ha preso spunto per creare opere non semplicemente da osservare ma che costituiscono anche motivo di riflessione.
Nel suo studio in via Dante Gaddi ha disegnato, utilizzando la tecnica della china e dell’acrilico, una serie di città immaginarie in cui a dominare sono in prevalenza il nero e l’oro, dove il nero sta a simboleggiare l’incertezza, l’inquietudine e, perché no?, le paure di questo particolare periodo della vita di ciascuno, mentre l’oro può essere associato alla luce solare capace di trasmettere calore e movimento e assume una connotazione di apertura e di liberazione. Esattamente ciò che tutti auspicano per poter ripartire una volta lasciata la pandemia alle spalle.
A metropoli popolate e animate, com’era prima dell’emergenza, nelle opere di Gerardo Gaddi - realizzate in prevalenza su cartoncino e in qualche caso su tela - si contrappongono città vuote e quasi spettrali. Ma a fare da contraltare ecco, come detto, l’oro e la sua forza, la stessa a cui tutti dovremo attingere per ripartire.
Classe 1966, Gerardo Gaddi si è diplomato al Liceo artistico di Lecco. Lavora alla “Carcano” di Mandello, dove è responsabile dell’ufficio grafico. In campo pittorico si distingue per il suo stile personale che l’ha portato a spaziare dal più lineare tratto a china alla delicatezza degli acquarelli fino all’intensità del colore acrilico.
Si deve a lui l’organizzazione della biennale “Arte flash” allestita presso la sede della “Fondazione Ercole Carcano”. Ha poi partecipato a una serie di rassegne espositive tra cui quelle del 2004 con il pittore lecchese Guido Erba, del 2011 presso la sala civica di Molina e del 2013 al “Torchio” di Somana e alla mostra grafica “Caselli” dell’aprile 2008, a completamento della quale negli anni successivi ha pubblicato un libro con lo stesso titolo.
Nel settembre 2019, in occasione del motoraduno internazionale che si tiene ogni anno a Mandello, ha esposto una serie di suoi disegni a tema presso la “Cantina del bontempon”.

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