martedì 14 maggio 2019

L’appello di “Progetto Abbadia”: “Domenica 26 maggio andate a votare”

Soltanto se l’affluenza supererà il 50% più 1 verrà infatti scongiurato il commissariamento del Comune
La "squadra" di "Progetto Abbadia" in corsa per il voto del 26 maggio.
(C.Bott.) Un appello a recarsi alle urne, per scongiurare l’ipotesi che domenica 26 maggio l’affluenza dei votanti ad Abbadia Lariana non raggiunga il 50% più 1, perché in quel caso il Comune verrebbe commissariato.
A lanciarlo sono i candidati di “Progetto Abbadia”, l’unica lista in corsa appunto per il voto amministrativo di fine mese.
“Un Comune con sindaco, giunta e consiglio comunale - si legge nell’appello sottoscritto dal candidato sindaco Roberto Azzoni e dalla sua “squadra” - equivarrebbe a tredici pubblici amministratori presenti tutti i giorni sul territorio, a una cura per il paese e per i dettagli che soltanto chi vive il paese stesso può avere, al fatto di poter contare su un interlocutore per i problemi, le lamentele e le aspettative di ciascuno, a nuove opere pubbliche per migliorare il paese e all’organizzazione di eventi curata dai cittadini per i cittadini”.
Il candidato sindaco Roberto Azzoni.
Per contro, il Comune guidato da un commissario prefettizio significherebbe un unico amministratore inviato dalla prefettura “che non conosce il territorio e lo visita saltuariamente”, nessuna agevolazione fiscale nel caso di cittadini in difficoltà, solo e soltanto ordinaria amministrazione ("Abbadia sarebbe cioè gestita come un’azienda e senza alcuna scelta politica"), nessuna nuova opera per migliorare il paese e nessuna manifestazione sportiva o di carattere culturale.
Ecco allora l’appello di “Progetto Abbadia”: “Andare a votare alle elezioni comunali (si voterà dalle 7 alle 23, ndr), insieme a quelle europee, è di fondamentale importanza. Non sarà poi sufficiente infilare la scheda nell’urna ma sarà necessario fare la “crocetta” sul simbolo della lista”. “Per fare in modo - concludono Azzoni e i candidati di “Progetto Abbadia” - che il paese continui a essere amministrato dai suoi cittadini”.


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