giovedì 1 agosto 2019

Il sindaco di Varenna: “La solita foglia di fico della minoranza. Che vergogna!”


E' il 1983, a Varenna si inaugura la passerella a lago (foto archivio Associazione culturale Luigi Scanagatta).

Con i voti a favore del gruppo di maggioranza, il consiglio comunale di Varenna, come da noi riferito nella giornata di ieri, ha assunto la decisione di intestare la passerella pedonale a lago all’architetto varennese Giorgio Monico, sindaco dal 1972 al 1993, artefice del manufatto e di numerose altre importanti opere pubbliche (depuratore, parcheggi, interventi sulla viabilità, edificio scolastico), oltre che promotore di iniziative fondamentali per il rilancio del paese in campo culturale e turistico negli anni Ottanta (tra le altre, l’operazione più importante fu l’acquisto di Villa Cipressi a mano pubblica).
“Particolarmente amabile - osserva il sindaco, Mauro Manzoni - l’affettuoso ricordo del suo più fedele vicesindaco di quegli anni, il novantenne Nino Greppi, il quale, presente tra il pubblico, ha ringraziato commosso l’amministrazione comunale per aver presentato la proposta di intitolazione”.
Giorgio Monico
“Sconcerto e contrarietà tra i presenti (tra loro la vedova Lucy Monico e alcuni dei suoi figli, ndr) - aggiunge il primo cittadino - ha sollevato l’astensione di Luigi Vitali, più volte consigliere nei mandati passati a fianco di Monico, che oggi siede tra i banchi della minoranza. Contrari invece all’intitolazione gli altri due consiglieri di opposizione Paolo Ferrara e Giacomo Mellera. Le ragioni dichiarate del voto contrario? Non un giudizio negativo sulla persona Giorgio Monico, bensì sul “metodo scelto” per designare il soggetto dell’intitolazione. Insomma, la solita foglia di fico, inadatta a manifestare le vere ragioni a fondamento del voto contrario e incapace di soffocare la parola che spontaneamente saliva alle labbra dei presenti, ossia vergogna”.
Manzoni conclude: “La miserevole presa di posizione di questa minoranza non scalfisce la statura e la figura di un grande primo cittadino, il cui solo ricordo fa riaffiorare sentimenti di amore incondizionato per Varenna, buon gusto e nobiltà. Ma forse la definizione più appropriata resta: un signore d’altri tempi”.

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