mercoledì 7 agosto 2019

Nubifragi nel Lecchese. Casargo è in ginocchio, ma vuole rialzarsi al più presto


Violenti temporali e una volta di più il Lario è in ginocchio. Questa volta a pagare a più caro prezzo i danni del maltempo abbattutosi sul Lecchese nella serata di ieri è stata la Valsassina, peraltro già messa a dura prova dai nubifragi dei giorni scorsi e delle ultime settimane di luglio.
Casargo è nel fango e tuttavia non rimane a guardare e si rimbocca le maniche lavorando di gran lena per ripulire le strade, sgomberare le abitazioni e dare un riparo provvisorio agli oltre 140 sfollati.
Il paese, insomma, vuole rialzarsi al più presto e chiede interventi urgenti per non rischiare prima o poi di scomparire e soprattutto per continuare a investire sul turismo.
“Questa zona è attraversata da vallette che vanno messe in sicurezza al più presto se non si vuole che Casargo sparisca”, è il commento del sindaco, Antonio Pasquini, che aggiunge: “Occorrono soldi e progettazioni, vanno valutate le situazioni idrogeologiche e serve un piano di sicurezza per tutta la vallata. Siamo partiti investendo sul turismo, chiediamo ai lecchesi di tornare qui, di aiutarci a ripartire”.
Intanto una vera e propria task-force si è mobilitata per venire incontro alla popolazione, colpita dal nuovo terribile evento meteorologico. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, alla Protezione civile e alle autorità pubbliche, vi sono i tecnici del Soccorso Alpino - stazione di Valsassina e Valvarrone, operativi per tutta la notte tra martedì e mercoledì.
Ingenti, come detto, i danni, con auto sepolte dal fango, muri crollati e cancellate divelte. E nuovi temporali parrebbero essere alle porte, stando alle previsioni meteorologiche.
Nel frattempo è stata chiusa la strada provinciale 67 dell’Alta Valsassina e della Valvarrone nel tratto compreso tra l’innesto con la Sp 66 (via per Narro) a Casargo e il ponte di Premana. Riaperta invece la stessa strada provinciale nel tratto che era stato chiuso al traffico a seguito dello smottamento del 3 giugno scorso.
Il provvedimento riguardante Casargo, valido sino a successiva revoca, si è reso necessario per dare modo alle ditte specializzate presenti sul posto di procedere alla rimozione delle ingenti quantità di materiale detritico depositato in carreggiata.
L’altra ordinanza, in vigore dalle 10 di mercoledì 7 agosto, si è resa necessaria per sbloccare dall’isolamento Pagnona e Premana. Riaperta quindi la strada nel tratto compreso tra il Pk 13 + 200 e il PK 13 + 500 (intersezione con il sentiero per il monte Legnone) in territorio del comune di Pagnona.

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