25 marzo 2021

Dopo la morte di Francesco Gala scrive: “Il suo sorriso invitava a sperare nella vita”

La significativa testimonianza di Giuditta Scola: “La sua presenza è ancora viva nel mio animo e ho la certezza, nella fede, che la sua esistenza è ora nella dimensione di luce di Cristo”


 

Una testimonianza scaturita dal cuore. A scriverla, nelle ore successive alla scomparsa di Francesco Gala e a postarla sulla sua pagina Facebook, è stata Giuditta Scola, trasferitasi da Mandello a Civate dopo il matrimonio. Ad accompagnare lo scritto una foto tanto bella quanto significativa. E’ stata lei stessa a scattarla a San Tomaso di Valmadrera. In primo piano i rami di un albero in fiore, sullo sfondo una croce. Un’immagine che prelude alla nuova vita, alla Pasqua di Resurrezione. Emblematico, a questo riguardo, anche il titolo: A Francesco Gala nel giorno della sua nuova nascita… Quello che segue è il testo della riflessione di Giuditta Scola:

Oggi molti piangeranno la sua perdita: di un uomo vero, di un professionista serio, di un padre e marito tenero, di un cittadino sempre attento agli altri e tra questi i più bisognosi, di un punto di riferimento per molti credenti.

Io non mi unisco a questo pianto... Perché so che la sua presenza è ancora viva nel mio animo e ho la certezza, nella fede, che la sua esistenza è ora nella dimensione di luce di Cristo, di cui è sempre stato un fedele discepolo, e come tale fa parte della comunità invisibile ma reale della Chiesa.

Devo molto a quest’uomo, che mi è stato maestro e amico nella mia esperienza fotografica, ma anche nella mia vita spirituale; per la sua testimonianza di grande umanità, di una moralità esemplare e schietta, di una spiccata capacità di empatia con tutti...

Ma ciò che più è segnato nel mio ricordo sono la sua giovialità, disponibilità e complicità: lui sempre accogliente, sempre aperto al dialogo, sempre alla ricerca del bello non solo delle immagini, ma ancor più delle persone. Tutto questo ha sempre lasciato trasparire il suo innamoramento della vita che contagiava tutti quelli che lo incontravano nel suo negozio, nel suo mondo.



E anche quando negli ultimi tempi la malattia l’ha colpito duramente non ha risparmiato il suo sorriso. Un sorriso che diceva il carattere di Francesco: un sorriso rassicurante che dall’alto della sua statura scendeva su di noi, un sorriso che metteva gioia e piacere a chi lo incontrava, un sorriso che svelava la sua interiore serenità, un sorriso che invitava a sperare nella vita, un sorriso che era di compiacimento per il suo interlocutore...

Tutto questo, invero, mi mancherà. Ma sono certa che il grande bene che questo suo modo di essere ha diffuso su tanti cuori qui sulla Terra non si fermerà in cielo e saprà strappare, con il suo sorriso, la benedizione del suo Dio su noi. Perché se abbiamo sperimentato tanta benevolenza di Dio nei nostri confronti proprio attraverso il suo volto di amico, di coniuge, di padre e di uomo, ora in maniera infinita e indicibile parlerà di noi al Padre. Grazie, ti devo molto.

21 marzo 2021, primo giorno di primavera


 

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