martedì 12 febbraio 2019

Dal “Grassi” al Corriere della Sera alla scoperta del mondo dell’informazione


La testimonianza degli studenti di IV M del liceo scientifico e musicale lecchese dopo la loro esperienza in via Solferino a Milano
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Noi ragazzi di IV M del Liceo “G.B. Grassi” di Lecco abbiamo avuto la possibilità di trascorrere una settimana nella sede del Corriere della Sera a Milano, in via Solferino. La proposta di alternanza, arrivata verso ottobre, era stata accolta da tutti con entusiasmo: un’occasione simile non poteva del resto essere sprecata.

Gli incontri sono stati organizzati con cura, diversi uno dall’altro, in modo che potessimo osservare le varie sfaccettature del giornalismo e della creazione del quotidiano. Non immaginavamo che potesse essere così complesso.
Le redazioni hanno il compito ogni giorno di analizzare le notizie e stamparle in ordine di importanza o argomento, aggiungendo inserti su vari ambiti, dalla moda alla sanità.
Organizzare un giornale richiede l’impegno di molte persone, collaborazione, spirito d’iniziativa e una curiosità quasi scomoda: i giornalisti con i quali abbiamo parlato ci hanno fatto capire che per fare il loro lavoro sono importanti la tempestività, per essere costantemente aggiornati sugli eventi, e la determinazione. Le realtà in cui vengono mandati spesso richiedono prudenza e attenzione. È un mestiere che può diventare pericoloso.
Esiste anche il lavoro “al desk”, come lo chiamano loro, ossia quello d’ufficio. Una mattina ci siamo cimentati nella creazione di articoli e nei giorni successivi anche in quella dei titoli: è stato difficile.
Immersi da qualche giorno nel mondo del Corriere, tentavamo di usare frasi nel linguaggio tecnico dei giornalisti, ma essendo noi lettori e non redattori finivamo per rendere poco chiari i contenuti. In compenso è stato interessante e per sei giorni ci siamo sentiti un po’ giornalisti anche noi.
Abbiamo particolarmente apprezzato le riunioni di redazione, sebbene ci obbligassero ad alzarci presto la mattina.
Dopo questa visita abbiamo iniziato ad aggiornarci quotidianamente sulle notizie; alcuni lo facevano già, altri hanno cominciato proprio grazie all’esperienza del Corriere. Questo è da sottolineare perché noi giovani ci sentiamo un po’ lontani dalle notizie stampate, preferiamo i social (di cui intelligentemente fanno uso anche i giornali) rischiando però di cadere nella trappola delle fake news, oppure non tentiamo nemmeno di “sbirciare” le pagine online perché è diffuso il pensiero che i giornali parlano sempre delle stesse cose e sono noiosi, i giornalisti nascondono la verità e, nel caso della politica, la politica è tutta uguale, i politici ci prendono in giro.
Queste convinzioni nascono perché non leggiamo abbastanza i quotidiani, le alimentiamo a vicenda per sentito dire. Basterebbe un giro nel Corriere della Sera per abbattere gli stereotipi e rendersi conto che non è così.
Portiamo a casa molto più di qualche ora di alternanza: la curiosità di capire come funziona il nostro Paese, la volontà di divulgare cultura e di non essere studenti passivi che si lasciano circondare di fatti, ma studenti che fanno proprie le notizie, perché ci siamo resi conto che l’informazione riguarda la nostra vita e il nostro futuro.
I ragazzi di IV M
Questa è invece la testimonianza del professor Claudio Lafranconi, dirigente scolastico del Liceo scientifico “G.B. Grassi” di Lecco:
“Quanto vissuto e provato “sul campo” dalla Quarta M dimostra quale sia la vera ricchezza delle esperienze di alternanza scuola-lavoro (percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, secondo la nuova accezione) per studentesse e studenti di un liceo scientifico.
Solo in sporadici casi, infatti, dopo il diploma chi ha scelto questo indirizzo di studi concluderà la propria esperienza scolastica inserendosi immediatamente nel mondo del lavoro. Per questo, vivere per una settimana una situazione di “produzione”, pur in una realtà particolare come quella legata al mondo dell’informazione, diventa una sorta di “scuola guida” per quella che potrebbe essere una scelta professionale a medio termine e che, nel contempo, rende conto della difficoltà e della responsabilità sociale che chi si occupa di dare notizie in modo corretto.
Attenzione, tempestività e prudenza sono alcuni tra i sostantivi che sono stati riportati dagli studenti nelle righe che seguono. L’esperienza di una settimana al Corriere ha quindi lasciato un messaggio di grande valore nei ragazzi, proprio perché quelli citati sono concetti che sono stati trasmessi - quasi per simbiosi - da chi li ha accolti. Per questo ringraziamo di cuore per l’opportunità concessa”.

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