mercoledì 27 febbraio 2019

Un anno senza Felice Sozzi. Oggi a Lecco una messa in ricordo dell'imprenditore

Felice Sozzi, scomparso lo scorso anno alla soglia dei 95 anni.

di Claudio Bottagisi
Nel maggio 2015, all’inaugurazione del nuovo polo produttivo di Promemoria a Valmadrera, l’imprenditore Romeo Sozzi aveva “dedicato” il primo grazie a suo padre Felice. “Devo dire grazie a lui - aveva detto - e a mia madre Angelina, che non c’è più e che mi ha trasmesso grandi valori. Poi ai miei figli, perché senza di loro e senza l’opera quotidiana di tutti i nostri collaboratori non sarei mai arrivato fin qui”.

“Promemoria è da anni un punto di riferimento in ambito internazionale per la qualità dei propri prodotti - aveva aggiunto - ma anche un’importante risorsa di questo territorio che ha saputo resistere e espandersi a dispetto della crisi. Il desiderio di proseguire su questa strada ha portato a creare questa nuova realtà  che dà lavoro a tanti artigiani che noi chiamiamo “maestri”, le cui qualità sono note in tutto il mondo attraverso i nostri  prodotti e il nostro marchio”.
Lo scorso anno, a metà febbraio, Felice Sozzi è scomparso alla soglia dei 95 anni dopo una vita dedicata al lavoro e dopo aver coltivato fin da ragazzo la passione e una manualità spiccata per la manipolazione del legno, che lo portarono ben presto a diventare uno stimato ebanista, oltre che un apprezzato restauratore, prima di distinguersi nell’arredamento delle case di numerose famiglie dell’alta società.
In suo ricordo oggi, mercoledì 27 febbraio, una messa verrà celebrata alle ore 18 al Santuario Nostra Signora della Vittoria a Lecco.
Nel 1955 Felice Sozzi - classe 1923, originario di Valmadrera - aveva dato avvio proprio a Valmadrera a un piccolo negozio, per poi aprire alcuni anni dopo un’esposizione nella centralissima via Roma a Lecco.
Iniziò facendo il garzone in una bottega di falegnami, poi si spostò a Cantù, la “patria del mobile”, e andò a lavorare nelle botteghe di importanti mobilieri. Divenne un bravo ebanista e in seguito si dedicò anche al restauro di vecchie carrozze.
Intanto però era iniziata la guerra. E arrivò il fatidico 8 settembre. I tedeschi lo catturarono e lo deportarono in un campo di concentramento ad Aulla, ma lui riuscì a fuggire mentre lo stavano facendo salire sul treno che l’avrebbe deportato prigioniero in Germania.
Terminata la guerra, Felice Sozzi imparò anche a fare il restauratore presso la Bottega Micheli di Lecco.
Ma ecco arrivare il momento di mettersi in proprio. La clientela si fece avanti e lui si distinse nell’arredamento delle case di non poche famiglie dell’alta società. Il suo nome prese a farsi strada, tanto da essere chiamato a svolgere una serie di lavori all’estero.
Felice sposò Angelina Dell’Oro, dalla quale ebbe due figli: Romeo e Giuditta.
Sulle ali dell’attività intrapresa con successo da Felice Sozzi, nacque nella seconda metà degli anni Ottanta - ad opera del figlio Romeo - l’azienda Promemoria, che dagli esordi ad oggi ha rappresentato una realtà produttiva poliedrica capace di riunire tutte le fasi di lavorazione, l’incessante ricerca dei materiali e lo studio delle finiture.
Giuditta, come detto l’altra figlia di Felice Sozzi, si è invece distinta nel settore dell’illuminazione e ha fondato “E’ luce”, che ha sede a sua volta a Valmadrera in via XXV Aprile.
Ma oggi è il giorno in cui ricordare Felice Sozzi, il giorno in cui dirgli idealmente, ancora una volta, “grazie”!

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