sabato 23 febbraio 2019

Mandello. Chiesa di San Giorgio, apertura straordinaria domenica 24 febbraio


A guidare le visite, dalle ore 10 alle 17, sarà il professor Rocco Giovine, appassionato cultore di storia locale
(C.Bott.) Apertura straordinaria domani, domenica 24 febbraio, della chiesa di San Giorgio. Dalle 10 del mattino fino alle 17 chiunque lo desideri potrà ammirare (e apprezzare) la bellezza di questo edificio religioso situato a Mandello lungo il sentiero del viandante.
A guidare le visite sarà il professor Rocco Giovine, appassionato quanto attento cultore di storia locale.

“L’obiettivo - spiega don Vittorio Bianchi, parroco di Abbadia Lariana - è fare apprezzare sempre più questo nostro autentico gioiello”.
La facciata di San Giorgio segue l’orientamento dei primi secoli cristiani, quando vi era la cura di fabbricare i templi con l’abside verso est in modo tale che i fedeli guardassero in direzione dell’Oriente, dove è nato, è vissuto ed è morto Cristo.
Secondo la tradizione, la chiesa venne fatta costruire nel XIII secolo per volere di un crociato di ritorno dalla Terra Santa. Secondo un’altra leggenda, sarebbe sorta sul rifugio di un monaco appartenente all’ordine dei Templari.
Sulla data di costruzione vi è ancora incertezza: secondo Goffredo da Bùssero, che tenne un elenco delle chiese della pieve, nel 1288 la chiesa di San Giorgio non esisteva ancora.
Nel 1570 lo storico Paolo Giovio pubblicò Larii lacus vulgo Comensis descriptio, in cui parlava ampiamente della chiesa di San Giorgio posta a levante di Mandello.
Il 26 marzo 1594 venne stabilito da Nicola Rosaspina che in San Giorgio venisse celebrata almeno una messa a settimana e tra il Seicento e l’Ottocento la chiesa ospitò il sepolcro comune per le frazioni di Maggiana, Lombrino e Crebbio.
La chiesa di San Giorgio deve il suo aspetto attuale a restauri, iniziati in epoca trecentesca, di un edificio che già esisteva nell’XI secolo.
Della primitiva costruzione è conservata un’acquasantiera ornata da un motivo a intreccio geometrico-floreale sul fronte e sui fianchi da un rilievo raffigurante una croce.
L’interesse principale dell’edificio è rappresentato comunque dai dipinti che ornano le pareti della navata. Numerosi sono gli affreschi databili al XV secolo.
La Crocifissione del presbiterio è della fine del XV secolo, il ciclo escatologico, secondo alcuni studiosi, mostra legami con la tradizione pittorica ligure-piemontese, mentre secondo altri è più vicino alla tradizione locale ed è collocabile agli anni Ottanta del Quattrocento.

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