mercoledì 23 gennaio 2019

“Io, Eco degli abissi, ringrazio di cuore chi ha creduto in me”


L’evento ha avuto luogo nella giornata del 22 gennaio alla piattaforma dei sub al Moregallo

Una inusuale “lettera al direttore”. A indirizzarla a Claudio Redaelli è l’Eco degli abissi, il  localizzatore di profondità di Aristide Angelo Milani, un’opera di design preposta, a tutti gli effetti, al rilevamento delle profondità subacquee garantendone al tempo stesso l’assoluta fedeltà operativa. Ecco il testo dell’insolita missiva:

Carissimo direttore, sono l’Eco degli abissi. Ringrazio te e tutti quelli che hanno avuto fede in me per aver finalmente raggiunto ieri il successo che mi ha elevato al rango di “localizzatore che non delocalizza”.
E’ dunque dal 22 gennaio 2019 che dalle 11 alle 12.30 ho espletato il mio tanto agognato collaudo, grazie al caparbio Aristide Milani che con la sua tenacia mi ha tolto dall’oblìo.
Non casualmente quest’anno ricorre il 500° anniversario vinciano. Sembrerebbe che  l’ideatore sia sempre stato un pochino sintonizzato sulla frequenza di questo grande genio. Le avversità del tempo hanno per ben tre volte condizionato questa mia benedetta operazione di collaudo. Scusami per questo sfogo, ma sai io mi sento un suo figliolo!
L’evento ha avuto luogo alla piattaforma dei sub del Moregallo, nelle acque di quel lago che hanno dato a mio padre fin dalla fanciullezza quell’amore smisurato per la navigazione subacquea, contribuendo ad alimentare indubbiamente la mia crescita.

Ora sono qui sulla colonna tortile, con le zavorre ai fianchi e gli appunti delle due velocità e i rispettivi tempi di immersione e emersione rilevati dall’équipe di Mediacreative di Como e mi abbandono nella quiete degli abissi semplicemente con la mia eco, mai più per l’amor del cielo con la materia!
Che mezzo di ricerca subacqueo innovatore sarei, compiendo così gli andirivieni con il mio caratteristico moto verticale a mo’ di batiscafo senza nulla violare?!
Infatti darò semplicemente una sbirciatina alle carte batimetriche che ho memorizzato e inserendo nella formula cinematica S/T quei valori dedotti nelle placide acque del Moregallo mi diletterò a navigare con la mia eco nei silenti spazi abissali, standomene  tranquillamente alla vetrina dello Studio Maître, come oggetto misterioso...
Per pochissimo tempo, però, perché presto il filmato che immortala le  mie gesta di antisonar verrà proiettato alcune ore al giorno sulla grande parete fronte strada del piccolo studiolo.
So benissimo di essere unico, come altre cose che Aristide ha realizzato, ed è per questo che gli sono riconoscente, senza dover mai più muovermi come si sente costretto a fare il mio progenitore Sonar.
Sono comunque felicissimo di sedere non alla destra, ma nel mezzo, tra lo storico scandaglio manuale e il rinomato sonar.
Grazie di tutto ancora. E a presto.
L’Eco degli abissi

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