venerdì 11 gennaio 2019

La macchina per scrivere, un’affascinante storia in immagini


Era il 2005 quando l’Associazione culturale “Luigi Scanagatta” di Varenna diede alle stampe il libro “Il cembalo scrivano”
di Claudio Bottagisi
Il libro è bello fin dalla copertina, verrebbe da dire. A darlo alle stampe, nel 2005, fu l’Associazione culturale “Luigi Scanagatta” di Varenna nel 150.mo anniversario del brevetto di Giuseppe Ravizza.

Si sta parlando dell’invenzione della macchina per scrivere. 150 anni di storia - oggi 164 - perché era il 1885 quando un avvocato novarese, appunto Giuseppe Ravizza, depositò a Torino il brevetto per un “cembalo scrivano”, ossia una macchina per scrivere a tasti.
E Il cembalo scrivano è giust’appunto il titolo del libro stampato dall’Editoria grafica Colombo di Valmadrera, alla cui realizzazione collaborarono Lucia Balbi, Antonio Bonaiti, Gianpaolo Brembilla, Roberto Brembilla, Giancarlo Colombo, Franz Studer ed Edoardo Zucchi.
Un libro-catalogo, sarebbe più giusto dire, con l’illustrazione di oltre 120 macchine appartenute a varie aziende del Lecchese e raccolte da Giovanni Zecca in più di 40 anni di attività nella vendita di macchine per ufficio.
“Queste tastiere - si legge nelle pagine introduttive dell’interessante pubblicazione - su cui hanno martellato le dita delle nostre nonne e bisnonne rappresentano una testimonianza viva dello sviluppo industriale del nostro territorio nel secolo scorso”.
E ancora: “Le macchine sono state revisionate da Giuseppe Guanella, recentemente scomparso, un vero maestro del lavoro, conoscitore di tutti i ritrovati tecnologici di ogni marca e modello di macchina per scrivere, tecnico esperto dei materiali e della meccanica, insuperabile e appassionato ricercatore e storico del settore”.
Va aggiunto che alla ricerca e alla raccolta delle macchine collaborò l’esperto Giorgio Del Bo.
Quanti decenni sono trascorsi dal “cembalo scrivano” di Ravizza! E quanti esperimenti e perfezionamenti sono stati fatti in oltre un secolo e mezzo di storia!
Da anni, ormai, le macchine per scrivere sono scomparse, sostituite dai personal computer e da silenziose stampanti laser o a getto d’inchiostro. Ma il loro fascino rimane immutato e dimenticare ruolo e importanza della macchina per scrivere nello sviluppo tecnologico, culturale, economico e industriale del ventesimo secolo sarebbe sbagliato, oltre che ingiusto e ingeneroso.
E allora sfogliare il libro edito quattordici anni fa dall’Associazione Scanagatta di Varenna è ancora oggi importante. Per entrare in un mondo che le nuove generazioni non hanno neppure conosciuto.

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